Verbale 24/05/2007 Stampa
Scritto da Administrator   
Lunedì 15 Settembre 2008 17:36

Nella RIUNIONE del 24.5.2007 si sono discussi i seguenti punti:
1. Cento Strade per Giocare. Si è espressa viva soddisfazione per la riuscita della consueta
iniziativa, svoltasi a Torrette lo scorso 20 maggio; si sono sottolineate in particolare
l’organizzazione, migliorata rispetto agli scorsi anni e la notevole partecipazione di
pubblico.
2. Spiagge e Fondali Puliti. Su richiesta del Circolo Sub SeaWolf di Numana, si è deciso di
fornire il supporto all’iniziativa in oggetto, alla quale i Soci sono invitati a partecipare; la
pulizia riguarderà il tratto di fondale relativo alla spiaggia del Passetto ed avrà inizio alle
8.30 di domenica 27 maggio p. v. al porto turistico di Ancona, con prevista conclusione alle
12.30.
3. Parco del Cardeto. Si sono ripresi i contatti con il Coordinamento del Parco; nel prossimo
incontro si intendono affrontare alcune questioni urgenti quali il punto sui cantieri e sulle
opere di recupero, la riapertura del Faro Vecchio con particolare riguardo alla futura
gestione, il ruolo ed i progetti dell’Università.
4. Ex deposito derrate. Tramontata l’ipotesi di destinazione a struttura ricettiva, si chiede
all’Università, futura probabile acquirente dell’immobile, di elaborare un progetto
qualificante ed in sintonia con le emergenze naturalistiche ed architettoniche del Parco del
Cardeto, nel quale il deposito è inserito; per inserirsi nel fronte aperto recentemente dalla
stampa sull’argomento, si è elaborata una nota nella quale, oltre a quanto già detto, si
propone la permuta di immobili Ateneo-Comune per acquisire al recupero e ad una
conseguente fruibilità la parte interna alle mura rinascimentali, caratterizzata da immobili
di pregio da valorizzare e da manufatti di scarso valore da ridimensionare, attualmente di
proprietà dell’Università.
5. Coordinamento Associazioni. Visto il verbale della riunione del 19 maggio u. s., qui in
allegato n. 1 e le osservazioni al P.S.C. di Ancona di cui all’allegato n. 2, si sono ratificate
tutte le decisioni prese in quella sede. Sono state segnalate alcune evoluzioni rispetto a
quanto indicato nei documenti di cui sopra: l’esposto sui dehors è stato accolto con fastidio
dall’Amministrazione Comunale, che insiste sul prolungamento della tolleranza dei presunti
comportamenti abusivi tenuti dagli esercenti; per la viabilità portuale è stata adottata la
soluzione, ritenuta negativa, di aprire un secondo varco all’altezza dell’area monumentale,
ciò che renderà difficile la fruizione pedonale della stessa ed aggraverà le situazioni di
inquinamento già critiche.
seguono n. 2 allegati.


ALLEGATO 1
Coordinamento delle Associazioni per la tutela del patrimonio e per l’ambiente
Verbale della riunione del 19 05 07
omissis
Regolamento dehors. Si prende atto che l’esposto alla Procura è stato consegnato. Al momento
le Associazioni non possono fare altro che attenderne l’esito. Nel frattempo teniamo sotto
controllo gli attuali dehors, per le eventuali modifiche che vi fossero apportate, e attendiamo i
nuovi che sappiamo essere stati autorizzati e che sono attualmente in preparazione presso le
ditte fornitrici.
Piano strutturale comunale. ..omissis.. legge alcuni suggerimenti da presentare al Comune. I
suggerimenti, depurati di quanto non condiviso all’unanimità dalle Associazioni, verranno
presentati al Comune nei modi che saranno definiti in un secondo tempo. Nel frattempo
..omissis.., che ugualmente ha presentato alcuni suggerimenti, li metterà in forma scritta e li
trasferirà a ..omissis.. in modo che siano inseriti in un documento comune.
Incontro con il Presidente dell’autorità portuale. ..omissis.. relaziona. Si prende atto che il
piano della Security che si sta portando avanti dà ascolto quasi solo alle richieste dei sindacati
e della Compagnia Portuale, nonché alle esigenze del ristorante che si trova nella Stazione
Marittima. Sono sicuramente tenute in secondo piano, o neppure considerate, le esigenze di
rendere una parte dell’ambito portuale più aperto alla città, ed in particolare al traffico
pedonale, e di tenere i Monumenti che esistono negli spazi portuali per quanto possibile lontani
dal traffico delle auto e dei TIR. Prepareremo quindi un intervento sulla stampa per mettere in
evidenza che anche queste esigenze devono essere tenute nella dovuta considerazione. Fra
l’altro il Presidente dell’Autorità Portuale sembra essere nel caso specifico dalla nostra parte.
Lottizzazione Lido Azzurro di Numana. ..omissis.. fa un’ampia relazione sulla situazione attuale
e sulle vicende precedenti dal 1984 ad oggi. La situazione attuale, soprattutto per il parere
paesaggistico favorevole dato dalla Soprintendenza, seppure con motivazioni del tutto assurde,
è tale che le possibilità di fermare la lottizzazione sono veramente poche. Comunque si decide
di presentare le osservazioni al Comune di Numana entro i termini previsti (la bozza delle
osservazioni sarà preparata da ..omissis..). Contemporaneamente si farà un intervento con il
Ministero e con la Soprintendenza Regionale (..omissis..) mettendo in evidenza l’inconsistenza
delle motivazioni apportate dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici. Di questa seconda
parte se ne occuperà ..omissis...
Appello per la salvaguardia del paesaggio marchigiano e contro la cementificazione. E’ stato
proposto da un gruppo di associazioni, architetti, uomini di cultura, ecc. ..omissis.. ne dà
lettura. Dato che l’appello è condivisibile, anche se necessariamente vago nei termini, le
Associazioni del Coordinamento danno la propria adesione ed al momento opportuno
provvederanno a firmarlo.
Argomenti non considerati per mancanza di tempo
Imbrattamento dei muri e dei monumenti. Relazione incontro con assessore ..omissis.. del
comune di Forlì.
Sistemazione di Piazza Cavour e di Corso Garibaldi.
Verde alla Cittadella.
Degrado del centro storico (idee per depliant).


ALLEGATO 2
Contributo per la predisposizione del Piano Strutturale Comunale (PSC) in attuazione della
delibera N. 70 del 30.5.2005
A cura del Coordinamento delle Associazioni per la tutela del Patrimonio e per l’Ambiente:
FAI Delegazione di Ancona
Legambiente Circolo Naturalistico Il Pungitopo – Ancona
Italia Nostra – Sezione di Ancona
Associazione Archeoclub – Ancona
Associazione “Conoscere per Partecipare” - Ancona
Con riferimento alla delibera in oggetto, si forniscono i seguenti suggerimenti:
Principi fondativi: “2° paragrafo” “riduzione al minimo di ogni forma di inquinamento”. Rientra
in questo punto un suggerimento, che non abbiamo trovato nella delibera, volto a richiedere e
incentivare lo spostamento dal centro verso la periferia di quei contenitori attrattori di traffico
che ancora esistono in centro, o che addirittura sono stati incrementati (come è il caso della
recente vendita del palazzo delle FFS alla Regione).
Principi fondativi: 3° paragrafo”. “equità con un modello attuativo basato principalmente sulla
perequazione urbanistica”. V. commento riferito a pag. 10, penultimo ed ultimo paragrafo.
Principi fondativi: 6° paragrafo”. La eliminazione di situazioni critiche della “grande frana”,
porterebbe a nostro avviso a rivedere la previsione di ampliamento del Porto Turistico e di
realizzazione del nuovo Porto Peschereccio in zona frana. Esistono progetti che contemperano
le esigenze di liberare dai pescherecci la zona intorno alla Mole e contemporaneamente evitano
la costruzione di nuove strutture al piede della grande frana. Gli stessi progetti prevedono
l’ampliamento del porto turistico senza interferire con la frana medesima. Dato che il piano La
Cava su questo aspetto è volutamente generico, si potrebbe a nostro avviso rivedere la scelta
localizzativa dei due impianti. Sappiamo che la previsione di raddoppi del porto turistico e di
spostamento nella zona del porto peschereccio è consolidata e più volte reiterata. Ma questo
non ci impedisce di riproporre una riconsiderazione della previsione medesima.
Pag. 10 penultimo ed ultimo paragrafo (perequazione urbanistica).
Si evidenzia come la perequazione urbanistica esplichi i suoi effetti di attribuzione equa dei
diritti edificatori all’interno dell’ambito delle zone di trasformazione individuate. In altre parole
è l’individuazione delle zone di trasformazione la prima esigenza di equità da tenere presente.
Perciò l’individuazione di tali zone deve essere effettuata seguendo criteri di assoluta
oggettività e prescindendo da situazioni soggettive pre-esistenti e le regole per l’individuazione
delle zone di trasformazione devono essere stabilite “ex ante”.
Pag. 11 – Obiettivi della strategia urbanistica.
Integrazione fra porto e città. Allo stato attuale si è dimostrato che questa integrazione è
impossibile, sia per la conformazione e la localizzazione dell’ambito portuale che per le scelte
effettuate negli anni passati. Per venire incontro a questa giustissima e precisa richiesta della
Delibera, si deve a nostro parere riconsiderare una parte delle previsioni del Piano del Porto
che consente una integrazione fra porto e città assolutamente insufficiente. A questa
mancanza del Piano si sono aggiunte recentemente, come noto, le esigenze della “security”
che hanno ulteriormente complicato il raggiungimento dell’obiettivo “integrazione fra porto e
città”. A nostro parere tale obiettivo, peraltro non facile, può essere perseguito solo con una
modifica sostanziale del Piano del Porto che preveda:
1) Spostamento dei traghetti nell’area attualmente occupata dai silos, con la
predisposizione di moletti mobili per l’attracco di poppa dei traghetti.
2) Spostamento della totalità del traffico commerciale verso le nuove banchine
3) Spostamento nel porto storico, previo adeguamento dello stesso, del porto turistico.
Utilizzo del porto storico per le Crociere.
4) Spostamento in direzione dell’attuale porto turistico del porto peschereccio.
Pag. 11 – Sviluppo della vocazione turistica della città. Il punto sopra va in questa direzione: la
presenza nel porto storico degli yacht e delle navi da crociera, in una nuova simbiosi fra porto
e città non più bloccata dal traffico dei TIR, dall’ inquinamento dei traghetti e dalle esigenze di
security, consentirebbe di enfatizzare al massimo la fortunata circostanza della contiguità del
centro storico della città con l’ambito portuale, oggi fonte di problemi di inquinamento, di
traffico e di chiusure, domani fonte di integrazione, sinergie e sviluppo turistico.
Riteniamo inoltre che uno dei punti di forza del patrimonio ambientale di Ancona, sotto
l’aspetto dello sviluppo del turismo e contemporaneamente del fatto culturale, sia la presenza
di zone verdi in centro, spesso corrispondenti ad aree un tempo militari, sulle quali sussistono
in diversi casi anche emergenze storico-architettoniche. Auspichiamo quindi la realizzazione del
già previsto sistema dei parchi urbani, integrato e valorizzato dal ricco sistema fortificato della
città, anche mediante la creazione di itinerari tematici. Evidenziamo inoltre come la
valorizzazione del patrimonio storico-militare sia necessariamente connessa a quella, già
avviata, della rete dei percorsi ipogei.
Pag. 11 Sistema di mobilità. Non abbiamo trovato, ed è invece della massima importanza per
l’incentivazione dell’uso del mezzo pubblico considerato obiettivo primario, la realizzazione di
adeguati parcheggi scambiatori all’esterno della città, in zone strategiche, con un servizio
frequente ed efficiente di navette per il centro, o meglio ancora per i centri, della città. Questa
Amministrazione ha posto giustamente fra i propri obiettivi quello di scoraggiare il traffico
privato in centro, intanto non lasciando costruire parcheggi in centro (le ultime posizione
riguardo al parcheggio San Martino lo confermano). Ma si nota la mancanza di una politica
concreta di parcheggi scambiatori veri (a parte quelle delle Tavernelle), essendo ormai chiaro
che quello supposto essere scambiatore degli Archi non è funzionale allo scopo.
Ancora per quanto riguarda la mobilità, con particolare riferimento alla mobilità da e per
l’Università, si segnala che la politica finora seguita sembra essere stata quella dell’incentivo ad
usare il mezzo proprio. Il che ha contribuito ad un ulteriore congestione del traffico nonché ad
uno spreco di territorio per la realizzazione di parcheggi. Le scelte della mobilità della
popolazione universitaria devono secondo noi essere perciò indirizzate all’incentivazione
dell’uso dei mezzi pubblici, riorganizzando, se necessario, linee ed orari. Una possibile sinergia
con i previsti interventi riguardanti la metropolitana di superficie è evidente, dal momento che
due dei tre poli universitari della città si trovano in prossimità di stazioni ferroviarie.
Pag. 11 Edilizia residenziale sociale. Per l’incentivazione auspicata, si consiglia di estendere alla
ristrutturazione dell’esistente la previsione dell’attribuzione di una quota di edificabilità
pubblica in ogni intervento di consistente trasformazione urbana.
Pag. 13 paragrafo 3 – Città che deve recuperare la fruizione del “Centro Storico”.
Come noto, Ancona è una delle poche città dove il Centro Storico presenta aspetti di degrado
da “periferia” e non della migliore. In pratica riesce difficile chiamare ancora “Centro storico”
una zona dove regna incuria e abbandono. Dopo tanti anni di questa situazione è chiaro che un
recupero del “Centro Storico” è tutt’altro che facile. Quello che possiamo consigliare è di
cominciare a fare una maggiore manutenzione ordinaria, sia agli edifici che agli spazi urbani, il
che già renderebbe il centro storico più vivibile. Dopo di che una adeguata ed efficiente opera
di incentivazione all’apertura di attività commerciali , viste come parti di un progetto ampio e
strutturato, con la previsione di attività che siano funzionali e adeguate alle caratteristiche del
nostro centro storico.
Pag. 13 paragrafo 5 “città da recuperare, ridefinendo quelle parti che negli ultimi anni hanno
perso le loro funzioni”. E’ una dizione troppo generica. Se infatti le funzioni sono state perse
perché lo sviluppo della città e del modo di vivere la città le ha di fatto superate, o perché sono
state superate da una nuova concezione dell’utilizzo della città e in particolare delle parti più
centrali di essa, è inutile, anzi sbagliato, cercare di recuperarle. Se invece sono state perse per
motivi intrinseci alle vicissitudine della città o per altri motivi sopravvenuti, mentre avrebbero
ancora una loro intrinseca validità, allora sarebbero da recuperare. Esempio del primo caso: la
presenza nel centro della città dell’ Amministrazione Provinciale (la funzione in centro non
sarebbe secondo noi da recuperare). Esempio del secondo caso: la presenza in centro di un
teatro di medie dimensioni adatto per la prosa (la funzione in centro, con tutte le difficoltà che
conosciamo, sarebbe da recuperare). E così via.
Pag. 13 e seguenti: Criteri fondamentali.
Interventi di recupero e riuso di aree già costruite. Si consiglia di inserire la norma in base alla
quale per gli immobili già ad uso industriale e non più utilizzati allo scopo, fuori dal centro
abitativo, non potrà essere consentito il cambio di destinazione d’uso.
Eventuale uso di nuovo territorio. In fase di attuazione di questo punto dei “criteri” si dovrà
secondo noi considerare solo le esigenze che non sia assolutamente possibile soddisfare in
modo diverso dall’uso di nuovo territorio.
Completamento del recupero dei contenitori storici. Lo studio complessivo riferito a ciascun
contenitore dovrà tenere conto anche delle conseguenze che l’utilizzazione del contenitore per
uno scopo o per l’altro avrà sull’ inquinamento da traffico, da rumore, ecc.
Riqualificazione della fascia costiera. Mentre per il nuovo Porto turistico e per quello
peschereccio abbiamo già manifestato le nostre perplessità, appoggiamo invece a pieno “il
recupero alle funzioni di fruizione del mare, anche in funzione di attività del tempo libero”.
Sotto questo aspetto segnaliamo l’opportunità di una pista pedonale e ciclabile fra la ferrovia e
la scogliera (eventualmente ricostituita) fra l’attuale porto turistico e Torrette (sull’esempio di
quanto fatto da Grottammare). Una ulteriore preziosa ricchezza turistica e ambientale della
città è costituita dalla presenza della costa rocciosa, emergenza naturale in questa sponda
dell’Adriatico caratterizzata altrove da spiagge basse e sabbiose. Reputiamo quindi sia
indispensabile individuare le modalità di valorizzazione e fruibilità pubblica di tali zone,
mediante la creazione di percorsi pedonali sulla falesia e/o sul ciglio delle rupi nonché
attraverso il ripristino di quelli esistenti, escludendo dalla fruizione solo le zone effettivamente
a rischio. Questo intervento, a nostro avviso e secondo quanto già previsto in Piano riguardo
alla necessità di politiche estese oltre i confini comunali, andrebbe pianificato ed effettuato in
sinergia con i Comuni di Numana e Sirolo, nel territorio dei quali ricade una parte della costa
del Conero.
Collegamento di tutti gli spazi pubblici con percorsi protetti e/o dedicati. Sotto questo aspetto
ripresentiamo la richiesta di studiare la fattibilità della pedonalizzazione di una parte della
Galleria del Risorgimento, in modo da consentire il passaggio a piedi (poche centinaia di metri)
fra la “prima” e la “seconda” Ancona. Sappiamo che la cosa non è facile, ma riteniamo che gli
aspetti positivi in prospettiva della cosa suggeriscano di non scartare a priori l’ipotesi.