Notizie flash

Verbale 25/10/2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 14 Ottobre 2008 17:51

Nella RIUNIONE del 25.10.2007 si sono discussi i seguenti punti:

1. Casa delle Culture. Visto il verbale della riunione del 16 ottobre u. s. (allegato 1), si sono

ratificate le decisioni prese in quella sede.

2. Coordinamento. Visto il verbale della riunione del 24 ottobre u. s. (allegato 2), nonché la

relazione sull’incontro odierno (allegato 3) e tutti i documenti collegati (allegati da 4 a 6), si

sono ratificate le decisioni prese in quella sede.

3. Tesseramento 2008. Si è evidenziato il problema del progressivo decremento di iscritti

negli ultimi anni, ciò che potrebbe condurre ad un indebolimento dell’azione del Circolo; si è

individuata la causa principale nel difetto di comunicazione interna ed esterna e si è deciso

di rilanciare l’immagine del Circolo evidenziandone l’attività, in realtà mai sopita,

organizzando iniziative “visibili” e coinvolgenti; sono già state avanzate molte proposte,

quali corsi per la protezione dei beni architettonici della città, guardie zoofile o corsi di

approfondimento della conoscenza del Parco del Conero; si prenderanno immediatamente

tutti i contatti e i provvedimenti del caso.

4. Piano del Parco del Conero. Si è deciso di organizzare un incontro con il coordinatore degli

estensori del progetto per confrontarsi su possibili migliorie da suggerire in fase di revisione

del Piano da parte degli Enti competenti.

 

ALLEGATO 1.

Verbale Comitato di Gestione della Casa delle Culture del 16.10.2007

Il comitato di gestione della Casa conferma la riunione tra le nostre associazioni e i gruppi che

intendono illustrarci quanto si sta legiferando in tema di mare e spiagge.

La riunione dovrebbe anche servire a considerare la possibilità di strutturare un intervento di

tutta la casa sui temi della gestione del territorio.

L'appuntamento è quindi confermato per lunedì 22 ottobre alle ore 18 alla casa e si chiede a

tutti di essere presenti.

Il CdG continuerà intanto al calendario delle iniziative.

La associazione Egloo ha chiesto di aderire alla Casa e per questo ha inviato il suo statuto sulla

mailing list e quindi alla prossima assemblea delibereremo formalmente in merito.

 

ALLEGATO 2.

Verbale riunione del Coordinamento del 24 ottobre 2007

Mancanza del difensore civico. Uscita sui giornali e colloquio con presidente consiglio

comunale.

Si ricorda l’incontro con il difensore civico regionale, il cui resoconto è già stato inviato per email

al coordinamento e che il comunicato stampa è uscito sul Corriere Adriatico e sul Carlino.

Di nuovo c’è che si è parlato con il Presidente del Consiglio Comunale al quale il difensore

civico regionale aveva inviato lettera invitando a fare convenzione o a nominare il difensore

civico in proprio. Non ricordava che la delibera del consiglio comunale che consentiva la

convenzione con il difensore civico di altra amministrazione era di ben sette mesi prima. Ha

dichiarato che porterà con urgenza la proposta in Giunta.

Regolamento dehors. Lettera per il difensore civico (allegato 4). Lettera alla Soprintendenza

(allegato 5) per le strutture di fronte alle vasche medievali e alla strada romana.

Allegata una bozza di lettera per il difensore civico regionale. Se le Associazioni sono d’accordo

si provvederà al solito giro per le firme. Allegata anche una bozza di lettera per la

Soprintendenza, con la quale si chiede di estendere alla zona delle vasche medievali e della

sottostante strada romana il divieto di “dehors” che la Soprintendenza ha posto per la zona di

fronte alle Tredici Cannelle. Anche questa lettera è allegata per il necessario parere da parte

delle Associazioni.

Verde alla Cittadella. Appuntamento con vice-sindaco domani 25 ore 16.30.

Si parlerà solo del verde alla Cittadella e non di Piazza del Papa in quanto questo secondo

argomento non è stato ancora portato all’attenzione del Coordinamento.

PM10 e traffico in città. Responsabilità degli amministratori. Azioni del coordinamento.

Dalla relazione di Legambiente di capisce che dal punto di vista giurisdizionale c’è ben poco da

fare. Si decide di limitare per adesso il nostro intervento ad un comunicato stampa dove si

lamenti il “non fare” da parte del Comune. Il comunicato verrà preparato e circolarizzato.

Comitato Mare libero. Intervento del coordinamento. Si tratta di argomento che potrebbe

essere affrontato dal Coordinamento.

Si informa intanto che venerdi 26 alle 17.30 presso la Casa delle Culture verrà decisa l’azione

da intraprendere da parte della Casa delle Culture medesima. Le altre associazioni che non

fanno parte della Casa delle Culture, se interessate, possono partecipare all’incontro.

Vendita dell’ex magazzino derrate all’Università. Argomento in stallo presso la Commissione

Urbanistica. Si informa che l’argomento è in fase di stallo a causa di diversità di vedute

all’interno della maggioranza. A riunione del coordinamento finita, si nota però che l’argomento

è all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale del 29 ottobre. Si cercherà di sapere

che cosa c’è dietro la presentazione di questo ordine del giorno e informerà gli altri.

Logo del coordinamento. Si presenta il logo del coordinamento che piace molto ai presenti.

 

ALLEGATO 3.

Verbale incontro con Vice-Sindaco del 25 ottobre 2007

Esito dell'incontro: positivo. Il Vice-Sindaco ha mostrato di apprezzare l'idea e ci ha chiesto di

fargli avere un progetto dell'ufficio Verde con modi, tempi, fasi ecc. in modo da poterlo portare

in Giunta. Ci ha anche detto che forse potrebbe stornare una quota di mutuo che è stato

acceso per il verde. Lo abbiamo informato delle intenzioni positive della Regione e della

eventualità che anche la Regione ci metta dei fondi. Abbiamo avvertito subito l’Ufficio Verde il

quale ci ha promesso che provvederà entro termini ragionevoli a quanto richiesto.

 

ALLEGATO 4.

Ancona, 25 ottobre 2007

Difensore Civico Regionale

Corso Stamira 49

60122 Ancona

Egregio Avvocato,

desideriamo per prima cosa ringraziarLa per la cortese accoglienza che ha riservato ai nostri

associati. Come anticipatoLe nel corso dell’incontro, abbiamo il problema del mancato rispetto

da parte dell’Amministrazione Comunale di Ancona del “Regolamento per la disciplina

dell’occupazione temporanea di suolo pubblico per spazi di ristoro all’aperto (dehors)”

approvato con delibera Consiglio Comunale n° 60 del 12.4.2006. In particolare la nostra

attenzione è caduta sul primo “dehors” approvato in vigenza del Regolamento, e cioè quello omissis. Tale dehors è contrario, così come è stato

autorizzato, a almeno 10 articoli del Regolamento.

Tutti i nostri interventi con l’Amministrazione Comunale, volti ad ottenere il rispetto del

Regolamento dalla stessa emanato, non hanno dato esito.

Dato che il nostro intervento contro il dehors su richiamato è del tutto motivato dalla esigenza

di tutela e rispetto per i monumenti della nostra città, abbiamo pensato che fosse possibile un

Suo intervento. A questo proposito Le alleghiamo l’elenco di quelle che sono, secondo la nostra

valutazione, le incongruenze fra la struttura e il Regolamento. Noterà che non si tratta di poca

cosa e che il Regolamento è stato disatteso in parti essenziali.

Nel ringraziarLa per la sua cortese collaborazione, in attesa di sue notizie, porgiamo cordiali

saluti.

Coordinamento delle Associazioni per la tutela del Patrimonio e per l’Ambiente

 

ALLEGATO 5.

Ancona, 25 ottobre 2007

Soprintendenza per i Beni ambientali ed architettonici

delle Marche

P.zza del Senato 15

60121 Ancona

Oggetto: Tutela dei Beni architettonici e strutture esterne degli esercizi commerciali

Recentemente abbiamo avuto notizia a mezzo stampa del Vostro intervento volto ad evitare

che di fronte alla Fontana omissis venissero installate strutture

esterne degli esercizi commerciali che ne impedissero o riducessero la visibilità. Il Vostro

intervento è stato da noi estremamente gradito, ed ha posto fine a ripetuti tentativi di

sopraffazione dell’aspetto commerciale su quello artistico ed architettonico.

Nella stessa zona esistono però altri monumenti, più antichi della Fontana. Anche

questi monumenti subiscono l’attacco delle attività commerciali che ne nascondono la vista o

addirittura li usano come deposito delle loro attrezzature. Ci riferiamo alle vasche medievali adiacenti nonché alla Strada Romana sottostante. Questi importantissimi

reperti della storia di Ancona, relativi a due periodi che rivestono per la città stessa la massima

importanza, sono ormai da anni nascosti dalle strutture esterne di un esercizio commerciale

durante il giorno, e utilizzati dallo stesso come deposito per tavoli, sedie ed altro durante la

notte o comunque quando le strutture esterne non sono montate. Vi alleghiamo per pronto

riferimento fotografia, dalla quale si evince chiaramente la gravità della situazione da noi

lamentata.

Contiamo quindi su un Vostro intervento volto a risolvere questa ulteriore situazione di

degrado e di mancanza di rispetto per monumenti che rivestono per la Storia e per l’Arte della

città di Ancona la massima importanza.

Ringraziamo e porgiamo cordiali saluti

Coordinamento delle Associazioni per la tutela del Patrimonio e per l’Ambiente

 

ALLEGATO 6.

Commissione ambiente del Comune relativa alle richieste delle Società concessionarie di

installazione di antenne per la telefonia mobile e al Piano per le antenne di telefonia mobile

Presenti oltre ai membri della Commissione, i tecnici comunali e gli esperti dell’Università di

Ancona.

Materia regolata dalla Legge Regionale e dal Codice delle Comunicazioni. Attualmente il Codice

delle Comunicazioni prevede che sotto 20 watt di potenza è sufficiente una DIA, e questa

previsione supera la previsione della Legge Regionale che chiede invece la concessione edilizia.

Dopo 90 giorni se c’è il parere favorevole dell’Arpam, il concessionario può provvedere a

installare l’antenna. La Legge Regionale pone solo alcuni paletti (ad esempio le antenne non

possono essere messe nei parchi o sulle scuole) Questi paletti, d’altra parte, sono

concettualmente errati, in quanto l’inquinamento elettromagnetico non si espande

verticalmente, bensì a raggiera, e quindi i posti più sicuri sono proprio sotto le antenne. Quindi

se mai si dovrebbe consentire di mettere le antenne sopra le scuole e non consentire che

vengano messe nelle vicinanze delle scuole stesse.

Sulla base della attuale situazione l’ARPAM sta facendo le misurazioni (108 abitazioni e 324

punti di misura); le misurazioni sono state quasi del tutto completate e entro il 9 novembre

l’ARPAM deve riferire. Viene considerato come massima la misurazione di 3,5 volts/metro, e

sembra che la misura che si riscontra si generalmente 2 volts/metro. Nel frattempo l’Università

ha iniziato la valutazione delle misurazioni effettuate dall’ARPAM. I tecnici dell’Università

affermano che le radiazioni delle antenne per la telefonia mobile sono molto più basse di quelle

emesse dai ripetitori RAI . Fanno anche presente che l’antenna per le trasmissioni radio in

Modulazione di Ampiezza (AM) che si trova al Pinocchio, da sola dà una radiazione di base di

1.5 volt/metro, ed è ormai inutile dato che quasi tutte le trasmissioni radio sono ora in MF

(Modulazione di Frequenza) (recentemente RAI 3 ha smesso ad esempio di trasmettere in AM).

Questa antenna andrebbe quindi disattivata, e questo migliorerebbe molto la situazione in

Ancona.

In Ancona manca ancora il Piano delle antenne per la telefonia mobile. La mancanza del piano

fa sì che il Comune, di fronte ad un parere favorevole dell’ARPAM, non possa negare

l’autorizzazione alla installazione dell’antenna, se non si trova in uno dei siti dove la Legge

Regionale lo vieta (siti come abbiamo detto sopra spesso errati). Invece se il Piano fosse

approvato, il Comune potrebbe negare l’autorizzazione per le localizzazioni non previste dal

Piano. E’ pur vero che la Legge prevede che il Piano sia concertato con le Società

Concessionarie, e che quindi queste potrebbero opporsi negando in pratica la possibilità al

Piano di entrare in vigore, ma è anche vero che le Società concessionarie dovrebbero motivare

in qualche modo la loro opposizione, per cui si inizierebbe una trattativa che sarebbe

comunque migliore dell’attuale situazione di stallo da parte del Comune. Nel frattempo, in

attesa del Piano, il Comune aveva chiesto alle Compagnie di soprassedere dalla richiesta di

ulteriori antenne, ma, essendo questo un semplice invito e non una imposizione, i risultati

ottenuti sono stati “zero”.

Per quanto riguarda l’antenna sull’ Hotel Sporting, Vodafone ha inviato una relazione dove si

dimostrerebbe che la disattivazione dell’antenna provocherebbe un buco nella ricezione, ma

tutti riconoscono che questa relazione è assolutamente carente ed è stato rispedita al mittente.

Per quanto riguarda l’antenna di Tavernelle, si fa presente che l’antenna si trova su terreno

comunale e che quindi, almeno, il ricavato della concessione può essere speso per motivi di

interessi collettivi, mentre se fosse su terreno privato, sarebbe solo il privato ad

avvantaggiarsene

Si chiede da parte di un consigliere che le compagnie presentino un piano di sviluppo, in modo

che le nuove richieste facciano parte di un piano e non siano a macchi di leopardo; lo stesso

consigliere chiede anche che sia specificato per quale tipo di servizio viene effettuata la

richiesta. Infatti diverso è il caso che le antenne servano per la pura e semplice telefonia, della

quale ormai non si può fare a meno, o che servano invece per la cosiddetta televisione diffusa,

o per i videotelefonini, di cui si potrebbe tutto sommato fare a meno. Inoltre si fa presente che

secondo l’ARPAM le antenne per la videotelefonia sarebbero più equiparabili alle antenne per la

trasmissione televisiva che a quelle per la telefonica, e quindi in questo caso sugli edifici non

sarebbe permesso metterli.

Si chiede anche se le radiazioni da antenne creino dei problemi a portatori di pacemakers . I

tecnici dell’Università affermano che i pacemakers moderni sono esenti da questo problema.

Aggiungono anche che paradossalmente un maggior numero di antenne diminuisce il pericolo,

perché dovendo coprire una zona più limitata necessitano di minore potenza.

Dicono anche che il passaggio da tecnologia TACS (i primi telefonini analogici), alla tecnologia

GSM e poi UMTS ha diminuito la potenza necessaria da 400 Watt a 10/15 Watt., diminuendo

quindi in modo consistente il rischio.

Per quanto riguarda gli effetti delle onde elettromagnetiche, i tecnici dell’ Università dicono che

si conoscono gli effetti acuti (una esposizione a 300 Watt produce effetti acuti, e infatti

l’esposizione massima consentita è di 40 Watt per i lavoratori e di 8 per la cittadinanza). Nulla

si sa invece sugli effetti cronici, per i quali ci vorrebbero indagini epidemiologiche nel lungo

tempo che per adesso mancano. Anche se a questo proposito dicono che l’Organizzazione

Mondiale della Sanità e l’Istituto Superiore di Sanità escludono che questo tipo di emissioni

possano provocare malattie, ma solo che possono essere co-fattori (insieme con il fumo,

l’inquinamento ecc.).

Tornando al Piano, si dice che ci vogliono almeno due anni per completarlo (in Ancona se ne

parla dal 2003, ma per ora è stato fatto ben poco). Macerata invece lo ha completato, con

l’ausilio dell’Università di Ancona, in un primo tempo vietando qualsiasi tipo di antenna nel

centro storico, successivamente consentendole ma limitandole molto. Si chiarisce però che il

Piano, essendo uno strumento urbanistico, consente che vadano in vigore subito dopo

l’adozione le norme di salvaguardia, per cui i tempi tecnici si riducono da due anni e 5/6 mesi.

Si insiste quindi per una pronta redazione del Piano, quale unico modo per contrastare la

proliferazione delle antenne.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 14 Ottobre 2008 18:01 )
 
postit-leggebavaglio.png