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il pungitopo

Dehors centro storico (05/08/2011)

DEHORS IN CENTRO STORICO. LEGAMBIENTE: CONDIVIDIAMO L’INTERVENTO DELLA SOPRINTENDENZA.

UNA CONCESSIONE DELLA COLLETTIVITÀ AI PRIVATI SI È TRASFORMATA NEGLI ANNI QUASI IN UNA CONCESSIONE DEI PRIVATI AL PUBBLICO.

FINORA COMUNE ASSENTE. LA SOPRINTENDENZA RIPORTA IL BUON SENSO.

 

ANCONA – Qualcosa si muove finalmente sul fronte del centro storico.

L’iniziativa della Soprintendenza sui dehors è un passo doveroso e positivo sulla via della risoluzione di una questione annosa che nessuna delle ultime Amministrazioni Comunali ha avuto la forza o il coraggio di affrontare.

Del resto, di equilibrio tra esercizio della ristorazione e tutela del paesaggio si discute da molto tempo. A partire dalla battaglia per la regolamentazione intrapresa dal compianto Giancarlo Del Guerra, portata avanti con l’impegno, la determinazione e la convinzione che facevano di lui la persona straordinaria che tutti ricordiamo. Battaglia in cui Giancarlo fu affiancato da un Coordinamento di Associazioni del quale anche noi facevamo parte.

Spiace notare oggi una radicalizzazione del confronto su un tema delicato ed importante, con alcuni che provano a deviare il discorso paventando scenari di depressione economica e ricadute funeste sull’occupazione. È evidente allora come sia necessario tornare a guardare al merito delle questioni senza scadere in estremizzazioni facili quanto fuori luogo.

“L’occupazione del suolo pubblico per l’esercizio della ristorazione è sacrosanta, nessuno la mette in discussione. Però ricordiamoci sempre che si tratta di un beneficio che la collettività concede ai privati. Da anni invece ci troviamo nella situazione opposta: passeggiando in centro, sembra quasi che il pubblico passaggio e la vista dei monumenti siano una concessione che i privati fanno ai cittadini” è il commento di Fabio Barigelletti, presidente del Pungitopo. “Si tratta solo di ritornare al buon senso. E la Soprintendenza sta aiutando la città a farlo”.

Il Comune di Ancona, che avrebbe dovuto decidere, in questi anni è stato capace solo di approvare un regolamento, peraltro dopo una gestazione da elefante, per poi lasciarlo sostanzialmente inapplicato. Ora, complice probabilmente la situazione politica cronicamente instabile, l’Amministrazione sembra non riuscire neanche ad avere una posizione autonoma sul tema.

Per questo ben venga l’intervento della Soprintendenza, che condividiamo in pieno e che auspichiamo possa restituire al centro storico l’equilibrio e la normalità che in questi ultimi anni sembrano essersi perduti.

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

Piano Casa Regione Marche (04/02/2011)

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS
Italia Nostra ONLUS – Sezione di Ancona “Vincenzo Pirani”
4 febbraio 2011                                                                                           COMUNICATO STAMPA

NUOVA MINACCIA SUL CONERO
PIANO CASA REGIONE MARCHE:C’È IL RISCHIO CONCRETO DI POTER AGGIRARE I LIMITI EDIFICATORI

LE ASSOCIAZIONI: LA REGIONE HA DIMOSTRATO SCARSA SENSIBILITÀ
ORA SOLO I COMUNI POSSONO SCONGIURARE GLI EFFETTI PEGGIORI 

ANCONA – Si prospettano ancora una volta tempi duri per il Conero. Stavolta la minaccia arriva dalla Regione Marche, che con la L.R. 19/2010 ha modificato la precedente normativa (L.R. 22/2009, cosiddetto piano casa), introducendo significative misure delle quali si potranno ritenere certamente soddisfatti gli imprenditori edili nonché quegli amministratori poco inclini all’idea di una politica edilizia che si coniughi con la tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Alcuni elementi: possibilità di incrementi volumetrici fino al 40% sugli immobili residenziali, ampie facoltà di intervento nelle aree naturali protette, persino nelle zone di riserva, esclusione delle volumetrie di ampliamento dai limiti cementificatori posti dai piani.
Applicate queste previsioni al territorio del Conero, estremamente fragile e già insidiato da una bulimia speculativa, si può facilmente comprendere come gli effetti di questa pesante deregulation edilizia smantellino ogni strategia di tutela del territorio, dal momento che ciascun privato potrà operare in modo autonomo e scoordinato. Il nuovo cemento, fra l’altro, risulterebbe aggiuntivo rispetto alle percentuali autorizzabili dal Piano del Parco e perciò svincolato dalle previsioni.
“Questo provvedimento è di fatto una via legale per scardinare il Piano del Parco, strumento di tutela da poco approvato dopo un lungo processo di condivisone” è il commento unanime delle due Associazioni doriche. “Una volta aggirato il Piano del Parco, la protezione delle bellezze del nostro territorio dipenderanno solo dal buon cuore dei singoli amministratori comunali”.
Ora soltanto i Comuni infatti potranno limitare l'applicabilità di questa legge, individuando porzioni territoriali o tipologie d'intervento non consentite. Ma serve una volontà forte e per di più il tempo è scarso, essendo stato fissato al prossimo 15 febbraio il termine ultimo per quei Comuni che intendano stabilire limitazioni all’applicabilità della legge.
L’auspicio, da parte nostra, è che la Regione ci ripensi e si ponga come priorità la tutela del territorio, la promozione del quale sembra tanto avere a cuore, almeno stando alle recenti e costose campagne pubblicitarie.
Allo stesso modo, auspichiamo che i Comuni, nel frattempo, attraverso gli strumenti che la legge loro affida, riescano a dimostrare quella sensibilità che alla Regione Marche sembra purtroppo essere finora mancata. 

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS
Italia Nostra ONLUS – Sezione di Ancona “Vincenzo Pirani”

Questione cinghiali (29/07/2011)

LA REGIONE SPALANCA LE PORTE DEL CONERO AI CACCIATORI CON IL PRETESTO DELL’ERADICAZIONE DEL CINGHIALE

LE ASSOCIAZIONI: CACCIA GROSSA, INUTILE E INCOMPATIBILE CON IL PARCO

LA RICETTA: PROSECUZIONE DEGLI ABBATTIMENTI GIÀ IN CORSO, AREA CONTIGUA, MATTATOIO LOCALE E RUOLO DEGLI AGRICOLTORI

 

ANCONA – Le Associazioni di Ancona esprimono forte preoccupazione per l’ordine del giorno bipartizan approvato ieri dal Consiglio Regionale delle Marche che, dietro il vessillo della tutela dell’ambiente e del territorio, spalanca di fatto le porte alla caccia nel Parco del Conero.

La presenza dei cinghiali in un’area naturale caratterizzata da una notevole densità di attività umane crea senz’altro problemi ed il contenimento della specie è un’operazione –già in corso con risultati apprezzabili- che va portata avanti.

La selezione per l’abbattimento dei capi va però eseguita senza improvvisazioni né superficialità: se mal eseguita, potrebbe infatti provocare un incremento della popolazione degli ungulati e vanificare perciò gli esiti di quanto fatto finora.

L’apertura di fatto delle porte del Parco alla caccia massiva perciò, oltre che costituire un pessimo segnale per un’area protetta, appare una soluzione di gran lunga peggiore del problema che ci si prefigge di contrastare.

“Si parla di eradicazione, un termine che evoca sinistri scenari da caccia grossa, assolutamente incompatibili con il contesto del Parco. E lo si fa tirando in ballo a sproposito la tutela ambientale” è il commento unanime delle Associazioni, che inclazano: “C’è in atto una strumentalizzazione di un problema reale, mirata a sdoganare interventi straordinari e dannosi di pulizia faunistica, aggirando e superando norme e regole”.

Il contenimento deve continuare ad essere effettuato attraverso misure precise e responsabili, non certo attraverso battute di caccia grossa che potranno richiedere persino il coinvolgimento del Prefetto per tutelare l'ordine pubblico.

Il nostro auspicio perciò è che, oltre al prosieguo delle attività di selezione in corso, si pongano in atto ulteriori interventi:

- area contigua, un cuscinetto tra l’area protetta e il territorio circostante, prevista dalla legge ma non ancora istituita al Conero, la cui presenza consentirebbe una gestione unitaria ed efficace della gestione faunistica;

- mattatoio d’area, che permetterebbe una gestione più economica degli animali prelevati, considerata la chiusura ormai prossima della struttura di Senigallia e l’alternativa logisticamente sfavorevole di Sassoferrato;

- coinvolgimento degli agricoltori nell’opera di contenimento della specie, attraverso la possibilità di istallare trappole, a supporto all’attività di selezione già in corso.

 

Legambiente Marche ONLUS

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

Italia Nostra – Consiglio Regionale Marche

Italia Nostra – Sezione di Ancona V. Pirani

 

Viabilità sperimentale in centro (09/11/2010)

TRA POCO PARTIRÀ LA NUOVA VIABILITÀ IN CORSO STAMIRA

NETTO GIUDIZIO NEGATIVO DA ASSOCIAZIONI UTENTI TPL E LEGAMBIENTE:
PEGGIORE QUALITÀ DELL'ARIA E BUS IMBOTTIGLIATI NEL TRAFFICO

TRA POCHE SETTIMANE LE SANZIONI EUROPEE COSTRINGERANNO A MISURE DRASTICHE SUL TRAFFICO E IL COMUNE RIPORTA LE AUTO IN CENTRO

ANCONA - Cresce la preoccupazione per la prossima inaugurazione della nuova sperimentazione di viabilità, che prevede il prolungamento del doppio senso di marcia in Corso Stamira.
Il nocciolo della questione è che la svolta obbligatoria per le auto in Piazza Stamira verso la zona, già molto congestionata, di Via Palestro-Via Marsala-uscita Park Pertini, creerà inevitabilmente delle code fino a Corso Stamira.
Le conseguenze -deleterie- saranno tre.
La prima: i mezzi pubblici, che finora hanno potuto beneficiare in maniera esclusiva della corsia preferenziale, saranno costretti a subire le code e i rallentamenti provocati dal traffico privato. Ciò indurrà molti attuali utenti a riprendere l'auto o ad evitare il centro.
La seconda: la qualità dell'aria, già pessima (il 3 novembre Ancona è prima in Italia per inquinamento con 125 sforamenti annui del PM10), ne risentirà negativamente, con danno per la salute, che è il bene primario da tutelare in assoluto, e per l'erario, dal momento che dal 2011 l'Europa applicherà giustamente le salate sanzioni a chi non risulterà in regola nonostante i 10 anni di tempo concessi per provvedere.
La terza: il centro sarà sempre meno attraente e meno frequentato dai cittadini.
"Una decisione estemporanea e sbagliata, che inciderà negativamente sul traffico, sul servizio pubblico, sulla qualità dell'aria, della vita e deprimerà il centro" è il giudizio netto e unanime dei rappresentanti di Legambiente, UTP, Comitato Utenti Trasporto Pubblico e Adiconsum. "Dal 1° gennaio il Comune di Ancona, come molti altri, sarà costretto ad adottare provvedimenti drastici per evitare le pesanti sanzioni economiche dell'Europa. E adesso, anziché preparare le misure necessarie a garantire la fruibilità del centro coi mezzi pubblici, l'Amministrazione procede ancora spensierato, mescolando auto e bus e proponendo soluzioni già evidentemente inefficienti sulla carta".
L'Amministrazione ha chiarito più volte che si tratta di una sperimentazione e si è impegnata a diffonderne i report mensili. Il timore -o meglio, la certezza- è che quest'operazione naufragherà ben prima che sia trascorso un solo mese, con traffico, code e disagi. Dopodiché forse ci si accorgerà di aver perso le ultime preziose settimane nelle quali si sarebbe potuto preparare i cittadini a fruire del centro secondo le nuove abitudini che si imporranno, in tema di mobilità, con l'anno nuovo.

Adiconsum Ancona
Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS - Legambiente Ancona
Comitato Utenti TPL - Ancona
UTP Ancona

Ripascimento a Portonovo (28/04/2011)

ENNESIMO RIPASCIMENTO MASSIVO A PORTONOVO: INTERVENTO FUORI LUOGO E FUORI TEMPO MASSIMO

SI PENSA DI DARE PIÙ SPAZIO AI TURISTI COMPROMETTENDO LE BELLEZZE PER CUI SCELGONO PORTONOVO: UN CONTROSENSO

 ANCONA – Sembra non aver fatto notizia l’approvazione di un intervento di ripascimento per la spiaggia di Portonovo, la cui realizzazione è prevista a breve. Eppure si tratta dell’ennesima dimostrazione della scarsa o assente lungimiranza delle scelte delle Istituzioni nei confronti di uno dei più pregevoli angoli del nostro territorio.

Legambiente e CAI di Ancona colgono e comprendono le preoccupazioni espresse per quei tratti di costa effettivamente più esposti agli effetti del mare ma ritengono che l’imminente ripascimento, così come progettato, procurerà molti più danni che vantaggi.

I rilievi evidenziano che l'erosione esiste, è leggera ma soprattutto è concentrata in pochi precisi tratti. Sarebbe opportuno perciò iniziare a concentrarsi su interventi mirati, accantonando modalità di ripristino pesanti e anacronistiche. Il ripascimento in questione, con buona probabilità, finirà per incidere sul fondale per circa trenta metri dalla costa, compromettendo inevitabilmente la fauna marina, all'equilibro della quale è peraltro legata una fetta molto importante dell’economia e dell’immagine della Baia, come il Mosciolo di Portonovo D.O.C., vero e proprio patrimonio distintivo di questo straordinario angolo ai piedi del Conero. Sembra invece imprescindibile intervenire nel modo meno invasivo possibile, in un tratto di costa tanto prezioso da essere stato dichiarato sito di interesse comunitario.

“È tempo che ci si renda conto che Portonovo viene scelta proprio per la sua bellezza. La politica dei ripascimenti massivi è ormai fuori tempo massimo: si intervenga solo dove ce n'è bisogno e solo per ripristinare la linea normale di costa” è il commento unanime delle due associazioni, affidato ai loro rappresentanti, che proseguono evidenziando un paradosso: “Pensare di allargare artificialmente la spiaggia, magari per permettere di piantare più ombrelloni, danneggiando le risorse che rendono Portonovo attrattiva per anconetani e non, sarebbe un controsenso. Chi verrebbe poi ad usufruire di quegli ombrelloni?”

Auspichiamo quindi che quello ormai approvato sia finalmente l’ultimo di una serie di interventi pesanti ed indiscriminati che ha caratterizzato le scelte fatte finora. Occorre d’ora in poi prestare la massima attenzione affinché gli interventi -se realmente necessari- siano tempestivi e garantiti da un monitoraggio serio sul loro impatto e sulla loro efficacia.

L'applicazione delle norme (Piano Particolareggiato, Piano del Parco del Conero, direttive europee sugli habitat) nonché l'attesa istituzione dell'Area Marina Protetta rappresenterebbero un notevole passo in avanti.

 

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

CAI – sezione di Ancona

Ripristino accesso alle Due Sorelle (10/06/2010)

 

 

DUE SORELLE: A BREVE I LAVORI PER RIPRISTINARE L’ACCESSO VIA MARE.

LEGAMBIENTE: BENE, ORA SI RIPRISTINI ANCHE L’ACCESSO DAL SENTIERO.

INTERESSANTE LA PROPOSTA DI STACCHIOTTI (ENTE PARCO) SUI TRAGHETTATORI DEL MONTE.

 ANCONA - La vicenda Due Sorelle sembra essersi definitivamente sbloccata, con un intervento che concilierebbe -si apprende dalla stampa- esigenze di fruibilità e tutela dell'ambiente.

Ottima notizia. Ora auspichiamo un monitoraggio continuo ed attento sullo svolgimento dei lavori, vista l'estrema delicatezza dell'area, sulla quale il pur minimo intervento può avere effetti notevoli sull'ambiente e sul paesaggio.

E adesso che il problema dell’accesso da mare è in via di risoluzione, non si può rinviare oltre il ripristino completo dell’accessibilità, attuando il progetto già finanziato dall’Ente Parco per mettere in sicurezza il sentiero che scende da Passo del Lupo.

"Il ripristino della fruibilità della spiaggia è stato l'obiettivo dichiarato da tutti coloro che hanno preso parte a questa vicenda, che ha visto anche momenti di tensione e di toni molto accesi" ricorda Fabio Barigelletti, presidente del Circolo Legambiente di Ancona. "Una volta profilata la risoluzione dell'accesso via mare, perciò, ci aspettiamo che si prosegua con coerenza, sbloccando finalmente la situazione dell'accesso via terra dal Passo del Lupo".

In questo caso, la soluzione si prospetta peraltro molto più semplice, essendo già pronto un progetto del Parco del Conero (con relativo finanziamento) per la messa in sicurezza del sentiero.

L'unico ostacolo ci risulta essere al momento la permanenza in vigore dell'ordinanza di divieto di transito per pericolosità, emessa dal Comune di Sirolo, che tanto si è accalorato nelle ultime settimane per ripristinare l'accesso via mare.

"La priorità" conclude Barigelletti "è che si torni a ragionare sulla riapertura del sentiero: in questa situazione si stanno perdendo troppe occasioni".

In tal senso, una proposta seria e degna di essere valutata attentamente è stata formulata giusto pochi giorni fa sulle pagine della stampa locale dal vicepresidente dell'Ente Parco, Gilberto Stacchiotti, che ha parlato di traghettatori del monte, ossia di accompagnatori esperti i quali potrebbero garantire una fruizione sicura del sentiero delle Due Sorelle da parte di turisti opportunamente e preventivamente informati.

L'auspicio è di poter ricordare il 2010 come l'anno nel quale tutti -da mare e da terra- sono potuti tornare a godere della spiaggia delle Due Sorelle.

 Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

Parcheggi in centro (07/02/2011)

UN CENTRO CON PIU’  PERSONE E MENO AUTO

 

La situazione di grande confusione determinata dalla mancanza di una chiara strategia per Ancona da parte dell’Amministrazione Comunale è confermata dalla proposta della Provincia di Ancona di non escludere un parcheggio a Piazza Cavour.

Tale proposta indecente, poiché trasformerebbe il centro di Ancona in una camera a gas, non si contrasta con la realizzazione di tanti parcheggi satelliti in centro come proposto da alcuni assessori e consiglieri comunali, ma con la realizzazione ed il pieno utilizzo di parcheggi scambiatori in periferia e la creazione di una Zona a Traffico Limitato nel centro urbano.

Risulta incredibile come mentre in tutta Italia ci si adoperi per limitare l’inquinamento delle città in Ancona si continua a parlare di nuovi parcheggi in centro città.

Italia Nostra ed il Circolo il Pungitopo di  Legambiente ritengono invece che, ad esempio, vada istituito un parcheggio scambiatore anche allo stadio del Cònero, posto in sicurezza e con collegamenti frequenti con il centro, anche ferroviari.

E se proprio l’amministrazione vuole realizzare un parcheggio di “prossimità” lo realizzi al posto della Caserma dei Vigili del Fuoco che dovrà tra non molto essere abbandonata, liberando così l’area davanti al mattatoio. Se è vero che i fondi FAS sono disponibili ed utilizzabili, essi possono essere impiegati per questo progetto che arresterebbe gran parte del traffico dei non residenti alle soglie del Centro Urbano della prima Ancona. Mezzi elettrici e/o tappeti rotanti in percorso protetto sotto la Galleria del Risorgimento faciliterebbero l’accesso alla città dei non residenti.

E’ inoltre indispensabile la realizzazione di una  Zona a Traffico Limitato nel centro urbano della prima Ancona che favorirebbe il pieno utilizzo del parcheggio di via Marconi e dei parcheggi scambiatori. Non si capisce perché non si voglia seguire l’esempio di altre città italiane che ormai numerose vietano il traffico automobilistico dei non residenti nei centri urbani quali Perugia, Bologna e persino Roma  che certamente non hanno depresso le attività commerciali ma le hanno rese più appetibili ed i centro cittadino più vivibile.

Si ricorda infine che esiste  un grave problema di inquinamento atmosferico, Ancona è infatti la quinta città d’Italia più inquinata da polveri sottili ed in ciò esiste una responsabilità personale degli amministratori per la mancata limitazione delle PM10, responsabilità che con le prime probabili multe del 2011 per i numerosi sforamenti degli inquinamenti atmosferici, diventerà anche contabile.

Siamo convinti che presto i cittadini anconetani inizieranno ad organizzare una class action come già sta avvenendo  a Jesi.

Ancona, 7  febbraio 2011     

 

            ITALIA NOSTRA ANCONA                                    CIRCOLO “IL PUNGITOPO”

 

Arretramento Ferrovia Adriatica (26/05/2010)

Arretramento della ferrovia

Legambiente esprime soddisfazione: “In Regione qualcosa si muove, in treno” 

“Salutiamo con molto piacere e soddisfazione la proposta di arretramento della ferrovia avanzata dalle province di Pesaro e Urbino e Ancona.” Commentano così Legambiente Marche e i circoli di Pesaro, Falconara M.ma e Ancona la nuova collaborazione tra le due istituzioni. “L'idea di utilizzare il corridoio già previsto per l'arretramento dell'autostrada a favore della linea ferroviaria, ci fa pensare che il vento nella Regione stia cambiando a favore della mobilità alternativa, del rispetto del territorio e della qualità della vita. Se questo programma dovesse andare in porto, cosa che ci auguriamo, la linea ferroviaria attuale potrebbe ospitare la metropolitana di superficie, offrendo agli utenti un servizio comodo, veloce e vantaggioso, contribuendo all'alleggerimento del trasporto su gomma e delle emissioni di CO2 che asfissiano le città della nostra costa. Facciamo quindi i nostri migliori auguri ed ancora un plauso – conclude Legambiente – alle due amministrazioni provinciali esortandole a continuare con la determinazione dimostrata in questo avvio. Pur consapevoli delle tante difficoltà nella concretizzazione dell'opera - economiche e progettuali - ci impegniamo sin da subito ad essere soggetto attivo, per promuovere ed accompagnare la realizzazione di questa opera così tanto utile e strategica anche per il futuro della nostra Regione .”

 

L'ufficio stampa di Legambiente Marche

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