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comunicati stampa recenti

Replica a Misiti su Parco del Conero(14/11/2013)

14 novembre 2013

COMUNICATO STAMPA

 LEGAMBIENTE SU DICHIARAZIONI MISITI: UN DISCO ROTTO CHE RIPETE SEMPRE LO STESSO RITORNELLO

IL PARCO SERVE: PROMUOVE E REALIZZA BUONE PRATICHE

ANCONA – Le esternazioni di Giuseppe Misiti, ex sindaco di Sirolo, sull’inutilità dell’Ente Parco del Conero di cui peraltro fu lui stesso vicepresidente, affidate ieri alle pagine del Corriere Adriatico, suonano ormai come un disco rotto che ripete da anni sempre lo stesso monotono ritornello. I suoi argomenti continuano infatti a non reggere e a non convincere alcuno, se non una ormai sempre più sparuta platea di persone.

La difesa dell’ambiente, secondo Misiti senior, andrebbe affidata ai Comuni. Le amministrazioni comunali spesso si trovano però in una forzata condizione di conflitto d’interessi, incassando gli oneri di urbanizzazione relativi alle nuove edificazioni. Affidare loro la tutela del territorio equivarrebbe perciò ad affidare un pollaio ad una volpe. Non ci riferiamo necessariamente al Comune di Sirolo giacché qualsiasi amministrazione comunale difficilmente resisterebbe alla tentazione di sacrificare il territorio per puntellare bilanci sempre più traballanti.

Altro punto debole della filippica dell’ex primo cittadino sirolese riguarda il turismo di qualità. La bellezza e l’unicità di questo angolo di costa sono indiscusse ma non siamo convinti che gli amministratori della Perla del Conero ne abbiano colto appieno le potenzialità. Sembra, al contrario, che la dinastia Misiti si ostini su un modello di turismo massivo ormai palesemente obsoleto oltreché insostenibile per un territorio come quello di Sirolo.

Si potrebbero citare numerosi segnali di questa ostinazione, come ad esempio la proposta, poche stagioni fa, di effettuare ripascimenti alla spiaggia delle Due Sorelle, quasi si trattasse di un lido romagnolo su cui riversare masse di vacanzieri armati di ombrelloni e borse-frigo. O come la preclusione dell’accesso alla medesima spiaggia attraverso lo storico stradello, che disincentiva il turismo sostenibile degli escursionisti e degli appassionati di ambiente, privilegiando invece l’accesso fragoroso e invasivo dei barconi stracarichi di turisti distratti e di chi è costretto a pagare di malumore un salato pedaggio per ciò di cui potrebbe fruire gratis e in modo ecosostenibile.

Per contro, il Parco realizza buone pratiche, di cui il sindaco emerito sembra non essersi accorto.

Il presidente dell’Ente Parco ne ha oggi enumerate diverse sulla stampa, delle quali va secondo noi sottolineata la creazione della filiera Terre del Conero e il certificato CETS, veri propulsori di un turismo e di un’economia pregiati ed ecosostenibili.

Vorremmo ricordare però anche la variantina votata pochi anni fa dall’Ente, che scongiurò un’edificazione a Fonte d’Olio con potenziali effetti preoccupanti per l’ambiente ed il paesaggio. Edificazione ostinatamente difesa (fortunatamente invano) per le vie legali, proprio da quel Comune di Sirolo che Misiti pretenderebbe nell’improbabile ruolo di paladino dell’ambiente, smentito clamorosamente dai fatti.

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

Tagli ai bus (15/02/2013)

CHIUSURA GALLERIA DEL RISORGIMENTO: LEGAMBIENTE BOCCIA IL PIANO CONEROBUS

CON LA CIRCOLAZIONE DIFFICILE, OCCORRE POTENZIARE I BUS. NO AI TAGLI, NO ALLA SOPPRESSIONE DELLA LINEA 46

ANCONA – Tra un mese chiuderà la galleria del Risorgimento per i lavori di restauro e la Conerobus ha già presentato un piano di revisione di orari e percorsi, adattato alla viabilità provvisoria.

Il piano presentato, a fronte di un potenziamento della linea 1/4, che diverrà di fatto la dorsale principale della città, prevede tagli notevoli alle altre linee, oltre alla soppressione della 46, che resterà in servizio solo tra le Tavernelle e i nuovi quartieri.

“Un piano tutto da rifare” è la bocciatura netta del Circolo Legambiente di Ancona, espressa dal suo presidente Fabio Barigelletti, che prosegue: “Con la chiusura della galleria, si prospetta un periodo difficile per la viabilità anconetana. Conerobus, anziché potenziare le linee per alleggerire il traffico, si appresta a tagliare e a costringere così le persone ad usare il mezzo proprio”.

Questo è il momento in cui è necessario puntare sul mezzo pubblico: con la circolazione che si farà ancora più problematica, il traffico privato andrà contenuto il più possibile. E’ necessario quindi mantenere le linee bus almeno con la cadenza attuale ma sarebbe decisamente più opportuno intensificarla. Si parla continuamente di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche: quale migliore occasione di investire?

In particolare, Legambiente apprezza la proposta di intensificare la 1/4, dal momento che vi si riverserà con ottima probabilità una parte importante dell’utenza gestita oggi dalle linee 2 e 3. Peraltro l’entrata in servizio dei nuovi filobus contribuirà ad alleggerire l’inquinamento da polveri sottili.

Appare invece del tutto sbagliata la cancellazione del tratto della 46 che unisce i parcheggi scambiatori di Tavernelle con il centro. E’ proprio in questo tratto che la 46 è strategica: ha contribuito in modo decisivo a drenare una fetta cospicua del traffico che congestiona l’Asse Nord Sud e il centro. Tagliare questa parte di percorso sarebbe deleterio per il traffico e per l’inquinamento.

Per ovviare alla chiusura della galleria, la 46 potrà essere dirottata, senza effettuare fermate, su via XXV Aprile e via Vittorio Veneto, come già previsto per le linee 2 e 3. Durante tutto il periodo di chiusura della galleria, sarà fondamentale un’opera rigorosa, a cura dei Vigili Urbani, per far rispettare dei divieti di sosta, l’infrazione dei quali già oggi crea spesso difficoltà al transito dei mezzi pubblici.

Da Conerobus ci aspettiamo quindi un’inversione di tendenza alla linea al ribasso sottesa al piano presentato e dal Comune di Ancona il supporto a Conerobus affinché la circolazione provvisoria dei mezzi sia il più possibile fluida e regolare.

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

 

Accessibilità pedonale alle Due Sorelle (06/08/2013)

6 agosto 2013                                                                                              COMUNICATO STAMPA
 
DUE SORELLE. LEGAMBIENTE: INASPETTATA APERTURA DAL SINDACO MISITI.
 
SEMBRAVA OSTILE ALLA RIAPERTURA DEL SENTIERO
E INVECE HA DICHIARATO LA PROPRIA DISPONIBILITÀ.
 
LEGAMBIENTE COGLIE SUBITO E AUSPICA UNA RAPIDA RISOLUZIONE.
 
 
ANCONA – Apprendiamo dalla stampa la risposta del sindaco Misiti al nostro precedente comunicato sull’accessibilità alle Due Sorelle. Non ci avrebbero in ogni caso appassionato né le polemiche né il tono violento utilizzato ieri dal primo cittadino, ma stavolta sorvoliamo davvero molto volentieri perché, nello stesso comunicato nel quale ci prende a male parole, il Sindaco ha dichiarato la propria disponibilità, non nuova peraltro stando alle sue parole, a trattare la riapertura del sentiero. Un’ottima notizia, che non ci aspettavamo.
Misiti sembra tenere particolarmente ad evidenziare che il naufragio delle trattative svoltesi qualche anno fa per la riapertura del sentiero, dipese dalla non accettazione delle richieste del Comune di Sirolo da parte dell’Ente Parco. E’ evidente quindi che, secondo il sindaco, tali trattative avrebbero avuto un esito positivo se solo il Parco fosse stato più disponibile. E’ allora altrettanto evidente come anch’egli abbia a cuore la riapertura del sentiero.
Cogliamo al volo questa insperata apertura e dichiariamo subito la piena disponibilità alla collaborazione del Pungitopo alla ripresa delle trattative.
“Ci sorprende positivamente questa insperata ed insospettabile apertura del Sindaco” commenta soddisfatto Paolo Mariani, presidente del Pungitopo, che prosegue rivolgendosi direttamente al primo cittadino sirolese: “Caro Sindaco, il sentiero allora è chiuso per colpa dell’Ente Parco, nonostante la disponibilità del Comune di Sirolo? Benissimo, riprendiamo insieme la trattativa e stavolta portiamola fino in fondo”.
Avevamo evidentemente tutti (associazioni, comitati ed Ente Parco) frainteso le reali intenzioni del sindaco Misiti, sospettando ingiustamente che non avesse alcun interesse a rendere di nuovo fruibile il sentiero delle Due Sorelle.
Certo, forse eravamo stati fuorviati da alcuni segnali apparentemente contraddittori, come ad esempio la permanenza quasi decennale delle ordinanze di divieto di transito, nonostante un consolidato orientamento giurisprudenziale amministrativo che esclude la possibilità di perpetuare in eterno questo tipo di provvedimenti, limitandoli al tempo necessario alla rimozione del pericolo.
O come anche l’impiego di una pattuglia di vigili urbani per comminare sanzioni relative ad un aspetto così specifico, magari a scapito di altri controlli più urgenti, quando si lamentano carenze croniche di personale nelle forze dell’ordine.
Ma ora le dichiarazioni di ieri del sindaco Misiti ci rassicurano sul suo impegno in prima persona nel dare risposte concrete alle aspetattive di quanti invece delle multe vorrebbero godere di uno straordinario percorso che parla della fatica dei cavatori e della straordinaria bellezza del Conero.
Auspichiamo quindi che la riapertura del sentiero possa avvenire in tempi rapidi.
 
Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

Ripascimento a Portonovo (04/06/2012)

ANNUNCIATO RIPASCIMENTO A PORTONOVO

LE ASSOCIAZIONI: STOP ALLA POLITICA DELLE CONTINUE EMERGENZE

 PER EVITARE INTERVENTI INCONTROLLATI CI VOGLIONO UNA NUOVA LEGGE REGIONALE E UNA BUONA GESTIONE

 ARRETRARE AL PIU’ PRESTO LE COSTRUZIONI A RIDOSSO DELLA SPIAGGIA

ANCONA – Come tutti gli anni, anche quest’anno esce fuori dal cilindro un ripascimento per la spiaggia di Portonovo. Dopo l’orientamento al mini-ripascimento scaturito dal tavolo tecnico Regione-Comune-Parco, voci avevano delineato la possibilità di effettuare solo una redistribuzione della mole ingente di materiale riversato nelle stagioni passate.

E invece ci troviamo di nuovo nella situazione cui purtroppo siamo abituati. Grazie alla politica dei provvedimenti urgenti, ancora una volta, l’ennesima, la Baia all’ombra del Conero vedrà riversato sul suo litorale del nuovo materiale cavato dalle montagne.

“Vorremmo sapere dalla Regione Marche di quanto materiale si tratta, seppure ciò non faccia molta differenza” spiegano i rappresentanti delle due Associazioni. “Grave è infatti che da anni si continui a riversare tonnellate di sassi su un ambiente pregevole e delicato, senza un apprezzabile impegno a capire quali effetti provochino tali interventi, trincerandosi dietro la condizione dell’emergenza che tale a nostro avviso non è”.

Ancora una volta ci troviamo perciò a ribadire che questo tipo di iniziative assolutamente inopportune e potenzialmente pericolose possono essere neutralizzate con una nuova legge regionale adeguata alle normative europee e soprattutto ai beni che si prefigge di proteggere, e con l’adozione di una gestione responsabile del territorio, cosa che è sembrata finora mancare.

E’ molto triste constatare che si continui ad offendere l’intelligenza dei cittadini, insistendo ancora caparbiamente sulla replica, ormai grottesca, di una situazione di “emergenza” per giustificare l’adozione perpetua di provvedimenti urgenti e non pianificati che finiscono per impattare sull’ambiente e sul paesaggio, sciupati poco a poco da una classe dirigente dalla vista palesemente corta.

In attesa di tutto ciò, nell’immediato chiediamo che il previsto ripascimento sia revocato e che sia ridistribuito, se e dove ce ne fosse bisogno, il materiale già presente sulla spiaggia, come già ipotizzato nelle scorse settimane.

Auspichiamo inoltre che si proceda al più presto all’arretramento delle strutture, come previsto dal PPE di Portonovo, in modo da non dover tutti gli anni rimediare alle improvvide edificazioni a ridosso della battigia, con provvedimenti che sviliscono ambiente e paesaggio, vera e unica ricchezza del nostro territorio.

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

Italia Nostra ONLUS – Sezione di Ancona V. Pirani

Accessibilità pedonale alle Due Sorelle (01/08/2013)


1° agosto 2013                                                                                            COMUNICATO STAMPA
 
LEGAMBIENTE SULLE 2 SORELLE: PERICOLOSE SOLO PER CHI ARRIVA A PIEDI?
 
SE IL SINDACO MISITI E’ PREOCCUPATO PER L’INCOLUMITA’ PUBBLICA,
IMPEDISCA ANCHE L’ACCESSO DA MARE
 
OPPURE CONSENTA LA MESSA IN SICUREZZA DEL SENTIERO
E CONSENTA IL LIBERO ACCESSO ANCHE A PIEDI
 
 
ANCONA – Il Sindaco di Sirolo ritorna, come ogni estate, sull’accesso pedonale alla spiaggia delle Due Sorelle, lamentando la pericolosità del sentiero omonimo e deprecando la temerarietà di coloro che vi si avventurano. Misiti minaccia in particolare controlli a tappeto, sanzioni più salate e lancia un appello al buon senso dei cittadini.
Sembra dimenticare però che la pericolosità del sentiero delle Due Sorelle è determinata anche dall’impossibilità per chiunque di eseguire la dovuta manutenzione e di installare l’opportuna segnaletica, proprio a causa della vigenza dell’ordinanza di divieto di transito emessa dal sindaco di Sirolo.
Così come dimentica il progetto e i finanziamenti che pochi anni fa l’Ente Parco del Conero aveva già pronti per la messa in sicurezza del sentiero e dimentica che sembra in larga parte attribuibile a lui, a quello stesso Sindaco Misiti che ora lamenta la pericolosità del percorso, la responsabilità politica del fallimento della trattativa che alla fine impedì al Parco di eseguire i lavori.
“Siamo al paradosso” commenta ironico Paolo Mariani, presidente del Circolo Legambiente Il Pungitopo di Ancona. “Misiti prima sembra osteggiare qualsiasi iniziativa per la messa in sicurezza del sentiero, poi si lamenta della sua pericolosità e se la prende con chi non vuole sottostare al "pedaggio".
Già, perché il sentiero e la spiaggia, secondo il Comune di Sirolo, sembrano essere pericolosi solo per chi vi si reca gratuitamente a piedi. Prendendo il barcone e arrivando paganti sulla stessa spiaggia e sotto la stessa falesia, via mare, magicamente ogni pericolo sembra svanire.
Allora è legittimo quantomeno sospettare che questo regime differenziato e questo accalorarsi ed accanirsi ogni estate contro gli escursionisti, serva più che altro a lavare le mani dell’amministrazione sirolese da qualsiasi responsabilità in caso di incidenti. Ed ecco che in questa opaca situazione, per non incorrere in infrazioni, i cittadini sono costretti a ricorrere al barcone che (a pagamento, ovviamente) raggiunge la spiaggia.
Se il Sindaco Misiti è così in ansia per l’incolumità dei cittadini, si prenda allora le proprie responsabilità ed emetta un’ordinanza che impedisca l’accesso –da terra e da mare- alla spiaggia. Oppure consenta finalmente di eseguire quei lavori di messa in sicurezza del sentiero che, oltre a garantire la piena accessibilità -da terra e da mare-, potrebbero alleggerirlo dalle ansie per la salute dei cittadini.
 
Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

Nuove edificazioni su area verde (31/05/2012)

BRECCE BIANCHE: UN’AREA DI INTERESSE NATURALE A RISCHIO CEMENTO.

 CI SAREBBE IL PROGETTO PER UNO STUDENTATO CON TANTO DI RICHIESTA DI RENDERE EDIFICABILE UNA ZONA OGGI TUTELATA.

ALLOGGI PER GLI UNIVERSITARI CRONICAMENTE CARENTI: PERCHE’ CONSUMARE NUOVO SUOLO E COSTRUIRE SU UN’AREA NATURALE?

ANCONA – Sarebbero già pronte le ruspe per dare inizio, tra non molto, ad un’opera che andrebbe ad incidere su una delle poche aree ad interesse naturalistico scampate alla cementificazione intensa cui è stato sottoposto Monte Dago negli ultimi decenni.

Parliamo di una porzione di territorio in cui la natura la fa da padrona, tra le case di edilizia popolare e gli edifici imponenti dell’università, lungo il primo tratto scosceso di via Brecce Bianche che scende dall’università in direzione Baraccola. Negli anni passati, intorno al tracciato di quel tratto di strada, è stato costruito qualcosa ma gran parte della zona verde che percorre il crinale della collina e che, dall’altra parte della via, scende fino al tracciato dell’Asse Nord-Sud, è restato intatto.

L’uso agricolo si è gradualmente ritirato entro aree sempre più circoscritte, lasciando che la natura si impadronisse di nuovo del territorio. Non è raro infatti udire il richiamo dei fagiani e osservare i cerchi descritti dai rapaci che sorvolano la zona in cerca di prede. Nelle aree abbandonate da più tempo, agli arbusti si stanno già sostituendo gli alberi.

L’area in questione è stata già considerata, coerentemente, meritevole di tutela, tantoché il Piano Regolatore vigente la classifica come “Area verde di interesse naturalistico” (art. 35, CP A2, P.R.G. Comune di Ancona).

“Tra poco questa zona naturale potrebbe essere fortemente compromessa da una colata di cemento” è l’allarme lanciato da Paolo Mariani, segretario del Circolo legambientino del capoluogo. “Sarebbe in corso una pratica per ottenere il cambio di destinazione di quest’area, oggi non edificabile, in modo da potervi costruire una cittadella studentesca”.

Legambiente sostiene fortemente, e non da oggi, la necessità di aumentare il numero di alloggi per gli studenti, di cui la città è cronicamente carente. Ancora una volta però, come già accadde all’epoca della vicenda dello “studentato” a Villa Romana, non riusciamo a capire il perché, per raggiungere finalità così lodevoli, ci si orienti verso il consumo di nuovo suolo su un’area di oggettivo interesse naturalistico, tanto più preziosa in quanto dentro la città.

Ad Ancona esiste peraltro un cospicuo patrimonio edilizio inutilizzato che potrebbe essere riconvertito ad alloggi per gli studenti, senza andare ad intaccare ulteriormente il territorio: è auspicabile che, prima di autorizzare l’impiego di nuovo suolo, si guardi alle zone già edificate.

Chiediamo perciò che non venga autorizzato alcun cambio di destinazione e che quest’area continui a svolgere la propria funzione di oasi all’interno di una zona ormai fortemente antropizzata come quella di Monte Dago.

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

 

Prospettive riapertura Faro Vecchio (17/05/2013)

PROGETTO HAZADR: UNA PROSPETTIVA DI RIAPRIRE IL VECCHIO FARO

LA GIUNTA REGIONALE DELIBERA LA PARTECIPAZIONE AD UN PROGETTO EUROPEO DI TUTELA DEL MARE CHE APRE LE PORTE AL RESTAURO DEL MONUMENTO SIMBOLO

LEGAMBIENTE PLAUDE AL PROGETTO ED AUSPICA LA PIENA
COLLABORAZIONE DELLA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE COMUNALE

ANCONA – Finalmente buone notizie per il vecchio faro. La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore Eusebi, ha adottato una delibera che apre la strada al restauro e alla riapertura del monumento, partendo dal volano offerto da un finanziamento europeo. Il progetto HAZADR (questo ne è l’acronimo), che ha come obiettivo la tutela dell’ambiente marino, prevede l’istallazione di apparati tecnologici di monitoraggio in punti strategici a ridosso della costa. Per la costa settentrionale delle Marche, è stato scelto il vecchio faro di Ancona, monumento simbolo della città e non solo. La torre, inutilizzata ormai da alcuni decenni e priva della lanterna sommitale, sorge infatti su un punto strategico ed adatto allo scopo. Il progetto prevede la ricostruzione della lanterna asportata negli anni Settanta, dentro la quale alloggiare i macchinari senza impedire un futuro accesso al pubblico e soprattutto senza deturpare il monumento e riportandolo anzi al suo aspetto originario. La Regione, si legge nel documento istruttorio allegato alla delibera, avrebbe già preso contatti con la Soprintendenza per verificare la compatibilità paesaggistica dell’intervento e con il Comune di Ancona, dichiaratosi interessato ad una riapertura al pubblico del faro e quindi ad un recupero complessivo dell’immobile.
“Dopo un calvario durato dieci anni, finalmente si apre una prospettiva concreta per il Faro, monumento simbolo del nostro territorio e al quale il Pungitopo è particolarmente affezionato” dichiara soddisfatto Paolo Mariani, presidente del circolo anconetano di Legambiente. “Dal 2000 al 2003 i nostri volontari sono riusciti ad attirare migliaia di residenti e turisti al faro vecchio, allora solo un manufatto abbandonato immerso in uno scenario desolato. Il Comune poi ha creato il bellissimo Parco del Cardeto ma si è dimenticato del faro, da allora non più visitabile e oggi bisognoso di interventi di recupero”.
L’auspicio da parte del circolo di Legambiente è di una pronta e fattiva collaborazione tra Istituzioni affinché non si perda il treno dei finanziamenti europei, i cui tempi sembrano essere piuttosto stretti – si legge nello stesso documento istruttorio. Un plauso e tutto il nostro appoggio quindi al progetto deliberato dalla Regione. Un caldo invito alla prossima amministrazione comunale dorica ad attivarsi subito per fornire tutto il proprio supporto a questa priorità.
 

Case all'ex manicomio (21/05/2012)

LEGAMBIENTE CONDIVIDE LE PREOCCUPAZIONI ESPRESSE DALLE RSU ASUR SULL’EX OSPEDALE PSICHIATRICO E RILANCIA

L’AREA EX CRASS E’ UN PATRIMONIO STORICO E AMBIENTALE DA DIFENDERE: INOPPORTUNE LE EDIFICAZIONI IN CORSO. VANNO RIVISTE ANCHE LA MOBILITA’ E LA SOSTA ALL’INTERNO DELL’AREA.

ANCONA – Legambiente si associa alla preoccupazione espressa dalle RSU dell’ASUR Area Vasta 2 di Ancona in merito al parco dell’ex ospedale psichiatrico del capoluogo.

Il complesso rappresenta infatti un prezioso patrimonio per la città, sia dal punto di vista storico-architettonico, sia dal punto di vista ambientale. Tale interesse è sancito anche dal vincolo paesaggistico che attualmente risulta sussistere sull’area e che la dovrebbe proteggere da interventi dannosi.

La scelta di realizzare nuova edilizia all’interno di questo comprensorio suscitò notevoli perplessità già all’epoca in cui fu operata. Ora, avendo sotto gli occhi scavi e costruzioni, risulta ancora più evidente quanto sia stata inopportuna tale scelta e come la marginalità del punto individuato per costruire non costituisca una tutela efficace per il contesto che merita di essere preservato.

“L’apposizione del vincolo all’area dell’ex manicomio è stato un primo passo fondamentale” osserva Fabio Barigelletti, presidente del Circolo Legambiente del capoluogo. “Sembra però che l’importanza e la bellezza del luogo non siano ancora ben percepite. Questa scelta edilizia poco sensibile ne è solo uno dei segnali”.

A questa operazione di edilizia popolare che, indiscutibile nelle finalità, è però molto discutibile per la sua localizzazione, va aggiunta infatti la quantomeno caotica gestione della mobilità all’interno dell’area.

A parte una piccola porzione centrale del complesso, infatti, la sosta risulta di fatto non sottoposta ad alcuna regola in tutto l’ex manicomio. Non è infrequente, soprattutto nelle ore di maggior frequentazione della struttura, vedere auto invadere gli spazi verdi ed assediare alberi e piante.

Così come nel tempo si è incrementata l’attenzione alla gestione del verde dell’ex ospedale psichiatrico, abbandonando abbattimenti facili e potature pesanti, andrebbe allo stesso modo ridefinita l’organizzazione della mobilità e degli spazi adibiti al parcheggio.

Iniziative fuori luogo, infine, come quella di collocare dell’edilizia popolare all’interno di un’area a valenza architettonica e ambientale andrebbero altresì accantonate, per dare compimento alla tutela che questo prezioso complesso storico merita.

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

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