Direzione Parco

GIOVEDI’ 29 AGOSTO A DIREZIONE PARCO

Evento a Direzione Parco nel quadro delle iniziative organizzate da Casa Culture per il progetto SISTEMA , cui il nostro Circolo collabora.

In tale occasione saranno esposte le opere del nostro amico Mario Brilli.

29 agosto concerto Direzione Parco

La vegetazione ed il paesaggio lungo la ciclovia del Conero

PAGINA DI PROVA

La vegetazione da Vallemiano al Bivio di Montacuto

Il tratto di ciclovia che risale la valle del Miano e arriva sino al bivio di Montacuto attraversa in gran parte campi coltivati e la presenza di alberi e arbusti è piuttosto rada. Si incontrano di tanto in tanto alcuni alberi di roverella (Quercus pubescens) e, allo stato arbustivo, olmi, allori e ginestre.

All’inizio del percorso sulla sinistra, nella corte di una casa colonica, è presente un grande esemplare di gelso, le cui foglie in passato erano utilizzate per l’allevamento del baco da seta e, successivamente, per dare nutrimento al bestiame al termine della stagione estiva. Un altro esemplare di gelso è presente sul versante collinare verso Pietralacroce, mentre molti esemplari, anche di dimensioni rilevanti, si possono ammirare percorrendo la strada che dal fondovalle porta a Pietralacroce.

Da notare, all’inizio della salita sulla destra, la presenza di un fitto canneto, a testimonianza della presenza di un piccolo specchio d’acqua, e sui margini molta bardana dai capolini uncinati.

Le piante erbacee si presentano più evidenti in primavera: sono molto diffuse veronica, ruchetta, bietola selvatica, romice, senape, latte di gallina, sulla, malva e ginestrino

La vegetazione dal bivio di Montacuto al bivio di Varano

In questo tratto il percorso si snoda ai margini della strada provinciale, da cui spesso è separata da siepi.

Tra gli arbusti sono presenti l’alloro, il sanguinello, molti esemplari di marruca (Paliurus spina-christi) con i suoi caratteristici fiorellini gialli a primavera inoltrata, e il caprifoglio, che si fa notare nello stesso periodo per i fiori vistosi e profumati. Tra gli alberi sono presenti le querce, leccio e roverella, oltre a diversi esemplari di acero campestre. Volgendo lo sguardo verso la vallata, in mezzo a un coltivo appare solitario un grande gelso.

Le piante erbacee sono limitate ai margini delle siepi e dei coltivi, come a cercare rifugio dalle attività umane: robbia, veccia, sulla, ruchetta, silene, ravanello selvatico e meliloto le più frequenti in primavera. In prossimità dell’estate il cardo e la malva. Nelle zone più umide la bardana.

In questo tratto il panorama, sempre molto aperto, spazia verso l’entroterra e i rilievi dell’appennino

 

La vegetazione dal bivio di Varano alla valle del Boranico

Costantemente in discesa verso la valle del Boranico, questo tratto presenta interessanti valori ambientali in quanto passa ai margini di un piccolo bosco misto. Troviamo qui aceri campestri, ma anche l’acero montano, ornielli, oltre a numerosi esemplari di roverella e olmo. Sono presenti anche dei ciliegi. Tra gli arbusti segnaliamo il viburno tino, il sanguinello e il biancospino. Raggiunto il fondovalle, nel tratto più umido sulla sinistra, fanno bella mostra di sé grandi alberi di roverella e di gelso. Tra questi ultimi si registrano le dimensioni più rilevanti, anche se non tutte le piante sono in buone condizioni. Attorno alle alberature maggiori, frequenti anche l’olmo e la robbia. Più avanti, sulla destra, sono presenti diversi pioppi neri e pioppi bianchi oltre ai salici e, tra gli arbusti, al sambuco. Tra le specie erbacee, da segnalare in primavera la sulla e la veccia, e poi si rinvengono silene, malva, ravanello selvatico, acetosella, fumaria, sferracavallo ed euforbia calenzuola; quando le giornate si fanno un po’ più calde, vilucchio e cardo sono molto presenti nei luoghi più assolati, la bardana in quelli più umidi.

 

La vegetazione dal Boranico al bivio di Portonovo

L’ultimo tratto del percorso, che dal fondovalle del rio Boranico conduce al parcheggio a monte di Portonovo, si presenta particolarmente interessante per la presenza, ad inizio salita, di una bella formazione vegetale di querceto xerofilo, costituito da oltre venti vetusti alberi di roverella (Quercus pubescens) tra cui spicca un  esemplare di m 3,73 di circonferenza, inserito nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia. Più avanti si trovano altri interessanti filari di querce e alcuni gelsi. Poco dopo il parcheggio, imboccando una stradina secondaria in pianura che inizia davanti alla fermata del bus, si arriva in breve in un campo coltivato sul cui margine destro è presente e segnalata un’altra roverella monumentale di m 4,70.

 

 

 

Percorso Direzione Parco – Area di sosta La Poiana – I grandi alberi

ASCOLTA L’AUDIO PER CONOSCERE DI PIU’!!

La voce narrante è di Lorenzo Bastianelli.

 

Ai margini dell’area di sosta si trovano 3 querce, chiamate roverelle (quercus pubescens). Una di esse, la più grande , ha una circonferenza di cm 360 a 130 cm di altezza da terra. Si tratta di un albero secolare, anche se non ha ancora le dimensioni minime stabilite dalle norme per poterne richiedere l’inserimento nell’elenco regionale degli alberi monumentali.  Lo chiamiamo secolare per la dimensione, ma  probabilmente l’ albero ha poco meno di 100 anni: l’attuale proprietario ricorda che negli anni Sessanta del ‘900 la quercia era di piccole dimensioni. Si tratta comunque di un bellissimo esemplare. Da notare un ciliegio che cresce proprio a fianco del tronco

43 Roverella Direzione Parco sooto Villa Romana 1 1

 

Tutta la zona è ricca di alberi secolari. Se si volge lo sguardo verso la parte alta del coltivo dietro la quercia più grande, o si sale lungo il sentiero per Villa Romana, si vede sulla sinistra un  pero di grandi dimensioni. E’ un pero di Sant’ Anna. Poco lontani vi sono altri 3 peri.

 

 

pero monumentale sopra poiana

Pero arretrato 1

 

2 peri

Se dall’area di sosta ci si dirige verso l’inizio della pista ciclabile sulla sinistra c’è una casa colonica, nella cui stalla è ospitato un simpatico ed affabile asino. La corte annessa vede crescere un bellissimo gelso, di sicure dimensioni di monumentalità

gelso asino 2

Gelso asino 1

 

Dirimpetto, all’inizio della ciclovia, un altro gelso isolato nel campo, di fianco ad un pozzo:

Gelso inizio ciclovia sulla sx 1

Salendo verso Pietralacroce, ad un centinaio di metri dal fondovalle, sulla sinistra è presente un bel filare di gelsi: quello di maggiori dimensioni ha una circonferenza di 380 cm. Le foto sono in abito invernale ed estivo

 

Filare di gelsi via del Conero verso ciclovia

Via del Conero primo gelso 1

 

Secondo gelso via del conero 1

Per terminare l’illustrazione degli alberi rilevanti, quando dalla Poiana si fa ritorno verso Vallemiano, vale la pena soffermarsi a guardare una abitazione di colore rosa, posta poco più in alto della pista, 200 metri a destra prima del bivio di Luna Bona: pur essendo poco visibile, è presente un gelso catalogato tra gli alberi monumentali d’Italia.

gelso monumentale italiano via Bartolini 2

Questo albero, che cresce in una corte privata, ha la particolare caratteristica di avere 3 tronchi che si dipartono dalla base (foto da sito Masaf).

Ancora, sulla via del ritorno, all’incrocio con via della Ferrovia , è presente un gelso di notevoli dimensioni vicino ad un pozzo. Purtroppo le dimensioni non sono facilmente apprezzabili a causa di frequenti capitozzature:

Gelso via della ferrovia

Gelso Via Ferrovia 1

 

Ultimo agg.to 22 agosto 2025

 

 

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