logo pungitopo

  • ico youtube
  • ico facebook
  • ico youtube

Parco del Conero  Parco del Cardeto   Altri parchi e spazi verdi

 

Parco del Conero

Parco del Cardeto

Altri parchi e spazi verdi

Altri parchi e spazi verdi

I PERCORSI PEDONALI DI POSATORA

I PERCORSI PEDONALI DI POSATORA .Dal 2013 ci occupiamo della mobilità pedonale del quartiere di Posatora. In particolare, del percorso di Via Cupa, che dal Palamassimo (e anche dall'ex Crass) arrivi sino ai pedi della località Fornetto. Non solo, ma il quartiere, vero e proprio cuneo verde diretto verso il Piano San Lazzaro , offre anche molti altri percorsi adatti a tutti.

Ora, finalmente, almeno ora abbiamo un tabellone che possa suggerire dei potenziali percorsi a piedi, realizzato dall'A.D.A:, ma frutto anche dell'impegno del nostro Circolo, di altre due associazioni e con l'aiuto di alcuni soggetti economici sensibili a questi temi.

In attesa di fornire una descrizione più completa di tutti i percorsi, di seguito il tabellone con i percorsi, la storia e la natura del quartiere

Tabellone Cupa di PosatoraTabellone Cupa di Posatora Storia e Natura

                                                                                         DESCRIZIONE DEI PERCORSI 

 

Nota: gli itinerari sono provvisti di piccole frecce segnaletiche di colore verde su fondo bianco, che riportano il numero del punto di accesso ai percorsi. La presente è solo l’indicazione di possibili percorsi pedonali, molto gradevoli, da affrontare con abbigliamento, ed in particolare con scarpe adeguate al fondo che può presentare tratti fangosi dopo piogge recenti.

 

ANELLO CUPA DI POSATORA

 (colore rosso sul tabellone)

Lunghezza  5,3 Km . Durata 100 minuti

Descrizione itinerario: si tratta di un percorso ad anello: ex CRASS- Via Cupa di Posatora- Strada  del Fornetto- Parco Belvedere –Ingresso Parco Fiorani – ex CRASS

Il percorso ha come punti di accesso la strada che esce dal cancello secondario dell’ex CRASS (punto di accesso 3)

Dopo aver attraversato l’ex CRASS e gli alberi monumentali del suo bellissimo parco, si esce dal cancello dietro le nuove palazzine, e si svolta a destra per la strada che porta alla Casa Rossa.

Si percorrono ca 70 m, e quando la strada svolta e sale a sinistra, si piega lievemente a destra, prendendo un sentiero che costeggia il fosso al di là del quale c’è il Nuovo Tambroni. Tenersi sempre lato monte a debita distanza dalle sponde del fosso. Lo si percorre sino ad un ponticello: si è in via Cupa di Posatora, vicino al Palamassimo ( punto di accesso 2), che è senz’altro preferibile usare al posto dell’ accesso 3 in caso di terreno bagnato per piogge recenti.

Si svolta a sinistra, su asfalto in salita su Via Cupa: dopo ca 100 m si trova una edicola votiva. Al termine dell’asfalto, si svolta a sinistra per un sentiero: si tratta sempre di Via Cupa, un tempo percorribile in automobile. Si percorrono  200 metri in pianura: quando si scorge, in mezzo alla fitta vegetazione, il cancello secondario della Casa Rossa, si svolta a destra in sensibile salita, sino ad arrivare alla prima casa di Posatora. Ora Via Cupa ritorna ad essere una strada carrabile: si oltrepassa la nuova chiesa parrocchiale e si continua per ca. 1 km sino al bivio con Strada del Fornetto.

Il tratto di Via Cupa è molto interessante dal punto di vista naturalistico: troviamo alberi come la roverella (quercia), l’olmo, l’acero campestre. Arbusti come alloro, viburno, alaterno, biancospino. In primavera sono frequenti borragine, giacinto romano, giaro, consolida, erba vajola, aglio roseo, falsa ortica.

Se non si percorre l’Anello Ciclopedonale del Fornetto, si svolta a destra su strada del Fornetto e si scende verso il Parco Belvedere arrivando al tabellone dei sentieri, a fianco della antica  Chiesa di Santa Maria Liberatrice (anno 1526), della quale si consiglia la visita, se aperta, o quanto meno la visione dall’esterno. Si attraversa la strada, si va a destra  e si passa davanti all’ingresso principale del Parco Fiorani: si raccomanda di entrare anche solo per qualche metro per ammirare il panorama sul golfo di Ancona. Villa Colonnelli si trova proprio davanti all’ ingresso del Parco Fiorani.

Si percorre per ca. 150 metri Via Posatora sino al semaforo: si svolta a destra, e dopo pochi metri a sinistra per Via Brodolini. Si supera la scuola elementare e subito dopo si imbocca a destra una carrabile bianca (con presenza di un bel filare di gelsi) per ca. 200 metri, per svoltare a sinistra a metà collina, lungo un sentiero che per incolti riporta, scendendo, al Palamassimo. Di qui sino all’ex CRASS superando il ponticello di Via Cupa e svoltando a sinistra, per lo stesso percorso di andata.

 

 

 

 

ANELLO CICLOPEDONALE DEL FORNETTO

(colore blu sul tabellone)

Lunghezza  2,5 Km . Durata 45 minuti. 

L’anello può essere imboccato dal punto di accesso 5 (bivio tra Via Cupa e Strada del Fornetto). Come alternativa, si può parcheggiare l’auto nel parcheggio davanti alla Statua di San (Padre) Pio.

Si sale per Strada del Fornetto per 200 metri e prima della strettoia delle vecchie case della frazione, si gira a destra: sono presenti le indicazioni stradali “Statua di San Pio” e “Piste Ciclopedonali del Fornetto”. Si sale per asfalto sino alla statua di San Pio. C’è un tabellone del Comune, che indica i percorsi: noi consigliamo, appunto, di percorrere  la pista pedonale sterrata (pista del Fornetto alta- di colore verde nel tabellone del Comune), molto panoramica e lunga circa 700 metri, sino ad incrociare Via del Golfo .

Si svolta a destra, in ripida discesa, per ca. 100 metri, e si gira ancora a destra per imboccare la pista pedonale bassa del Fornetto (colore marrone nel tabellone del Comune), che si percorre sino ad una ex casa colonica :la si aggira e svoltando a destra si sale per riprendere la pista superiore e ritornare alla Statua di San Pio e a Strada del Fornetto.

Come alternativa, anziché risalire verso la pista superiore, si svolta a sinistra e si continua per la pista bassa, sempre di colore marrone nel tabellone del Comune, sino ad arrivare ad alcune case di Via del Fornetto e sbucare, sempre in Via Fornetto, vicino all’incrocio con Via Cupa

Percorso molto panoramico: nelle giornate limpide si vede tutta la costa settentrionale delle Marche sino al Colle Ardizio e al San Bartolo, mentre d’inverno è possibile intravvedere le montagne innevate della Croazia.

Di seguito la riproduzione del tabellone: in colore viola i tratti che consigliamo di percorrere per chiudere l'anello nel parcheggio della statua di San Pio, senza usare la seconda parte della pista bassa.

Carta Percoso Fornetto

ANELLO PARCO FIORANI

(colore verde sul tabellone)

Lunghezza  1  Km . Durata 20 minuti

Si può iniziare dal punto di accesso 1 (dal lato opposto della strada rispetto al tabellone) o dal punto di accesso 7 (Parcheggio Parco Fiorani)

Si entra, si prende il sentiero a sinistra e si supera lo sgambatoio per cani sino a incrociare la segnaletica dell’Antico Sentiero del Borghetto, che porta a Torrette (punto di accesso 4). Se non si va a Torrette, si ritorna indietro di pochi metri e si scende leggermente, per poi risalire passando sopra un pennello di cemento armato. Il panorama sul Porto e sul Centro Storico di Ancona è eccezionale. Si passa accanto ad alcune panchine e giochi per bambini e si sale sino all’ingresso principale.

 

Parco del Fornetto - Spunterà un bosco sulla frana

cornus sanguinea fioritoRIDOTTO

 

 

PARCO DEL FORNETTO - IN FUTURO, UN BOSCO

Da lontano quella vasta estensione di cippi bianchi allineati sulle pendici del Montagnolo sembra un cimitero di guerra ma stavolta nulla a che vedere con fatti di morte bensì segnali di nuova vita che cresce. Sono i tutori di migliaia di alberi posti a dimora per rimboschire il versante costiero che dal Fornetto scende verso Torrette tra Via del Golfo e Grotte di Posatora.

Un progetto di ampio orizzonte che una vistosa tabella definisce “lavori di riforestazione compensativa per l’assorbimento di carbonio in linea con gli obiettivi del piano nazionale di riduzione del gas serra in adempimento al protocollo di Kyoto a seguito dell’ampliamento alla terza corsia dell’autostrada A14 tratto Senigallia-Ancona Nord.” Per l’area in frana di Posatora un ritorno alla vita, una bella pennellata di verde che copre una superficie di quasi 9 ettari. I lavori, condotti dal Consorzio Marche Verdi, sono iniziati il 22 maggio 2017 ma ci vorranno sei anni perché si possano considerare conclusi; quelli dell’uomo ovviamente perché la natura sta già facendo la sua parte e dalla ricca comparsa di gemme sembra già apprezzare la scelta.

Stavolta quindi un “cantiere” dove non si sono sviluppate lottizzazioni né si è consumato altro suolo a fini urbanistici ma si è restituito alla natura un territorio su cui già le scelte umane nel passato recente hanno prodotto effetti pesantemente negativi come la grande frana di Ancona del 13 dicembre 1982. Un caso positivo su investimenti di cui possono godere tutti i cittadini, migliorando le condizioni di salute e benessere della collettività e dando una prospettiva di funzionalità ecologica e di nuova bellezza al territorio. Una singolare quanto efficace declinazione di quello sviluppo sostenibile di cui troppo spesso si teorizza senza poi tradurne i principi nelle scelte con altrettanta coerenza e sensibilità.

Per la verità da queste parti la storia ha insegnato qualcosa e così dal 27 giugno 2015 il Comune di Ancona ha inaugurato un nuovo parco pubblico con percorsi ciclo-pedonali tra via del Fornetto e Via del Golfo..

E’ il bosco a coprire le ferite della grande frana, restituendo uniformità ad un versante dissestato da forze profonde. Un vasto tappeto di alberi e di foglie quasi nascosto per chi non sceglie una nuova visuale, uscendo dalle strade e dalla quotidianità cittadina. Appena terminata la ripida salita di via del Fornetto, all’ingresso principale del parco, i visitatori vengono accolti dalla statua di Padre Pio, opera del famoso scultore Tito Neri, fortemente voluta da una delle tante figlie spirituale del Santo di Pietrelcina, la signora Edda Zavalloni Galassi.

Da li si può procedere lungo un paio di tracciati paralleli e relativi tratti di collegamento per un percorso attrezzato complessivo di 3 chilometri, che originariamente era un semplice circuito di piste di lavoro. Lungo la rinnovata sentieristica si è circondati da un’ampia varietà di alberi con specie botaniche in tre principali zone: una sistemata a boscaglia, dove sono presenti acero campestre, frassino da manna (orniello), pino d’Aleppo, cipresso, leccio, biancospino, ginestra, corbezzolo, pioppo bianco e frassino; una zona a cespuglieto, con salicone, salice ripaiolo, ginestra, prugnolo spinoso, fusaggine, tamarice, olivello di Boemia; ed infine la zona a bosco termo-igrofilo, con alloro, corbezzolo, salicone, ontano, roverella, biancospino, ciliegio selvatico

Spiccano le chiome argentee degli ulivi in mezzo a tanti lecci, olmi, pini e cipressi e altro ancora per chi sa apprezzarne la presenza discreta in un mondo di biodiversità dove la natura ritorna padrona. Vaste lingue di canne e ciuffi di equiseto indicano che questa è una zona ricca di acque, le stesse che nel la notte del 13 dicembre 1982 causarono una vasta ferita alla città. Oggi quei versanti si apprestano per diventare  un bosco, un vasto polmone verde che si affaccia sul mare con un panorama amplissimo. E così seguendo i comodi tracciati, allora serviti per l’emergenza, si ha una sensazione di straordinaria libertà. I suoni della città giungono addolciti e sembrano lontani.

E il fascino di un luogo simbolo di una grande sofferenza che oggi torna mostrare la bellezza e la vita.

La presenza di fichi, ciliegi e mandorli segnalano che ci si avvicina “all’uscita” ormai prossimi agli edifici rimasti in piedi; e i saluti dei cani che faticano ad abituarsi ai nuovi visitatori: bambini in bici giovani, famiglie, insomma un parco davvero per tutti.

La statua di S. Pio da Pietralcina è punto di partenza e di arrivo della nostra fatica: una presenza che rincuora e magari invita ad una preghiera o ad una breve sosta.

Da qui è tutto uno scintillare di verde che arriva verso il mare e in un abbraccio si ammira tutta la città. Un panorama su cui il colle Guasco con il Duomo è forse ciò che meglio focalizza il senso di questa vista, immagine di una città che si adorna di un nuovo gioiello di bel vivere arricchendosi di infinite sfumature di verde. E così che come tutti gli abbracci anche questo induce sentimenti piacevoli sulla città fino a farci dimenticare il traffico, l’inquinamento, le contraddizioni, le difficoltà di ogni tempo. E così di Ancona ci si innamora!

Sentiero Direzione Parco - La Porta da Vallemiano al Parco del Conero

DIREZIONE PARCO è un progetto di riqualificazione del sentierio di 3 km che dal quartire di Vallemiano ( a fianco dei magazzini comunali), arriva sino al Parco del Conero, innestandosi con la sentieristica ufficiale del Parco Regionale. Ora il raccordo nonè segnalato, in futuro si spera che lo sia, anche data la progettualità della biciclovia del Conero, che proprio dal Sentiero Direzione Parco dovrebbe partire.

DIREZIONE PARCO è stato un processo partecipato attivatoe portato avanti da Casa Culture e dal nostro Circolo atraiverso un crowfunding partito nel 2016  che ha portato alla inaugurazione nel 2017.

I dettagli li trovate sui link di Casa Culture

https://www.casacultureancona.it/progetti/crowdfunding-direzione-parco-5000-passi-nel-verde/

https://www.casacultureancona.it/il-sentiero/

e sui documenti qui sotto, che sono la riproduzione del depliant che trovate alla sede di Casa Culture:

 

Copertina

depliant - prima parte

depliant - seconda parte

Cartina Sentiero Direzione Parco

I PARCHI DEL QUARTIERE DI POSATORA

Il quartiere di Posatora è noto a tutti gli anconetani per la grande presenza di verde, che è la conseguenza, purtroppo, degli effetti della grande frana del 1982.

Il Parco Belvedere è molto apprezzato tutto l’anno, ma soprattutto nel periodo estivo, per la bellezza del panorama, il fresco e la presenza di giochi per bambini, panchine, auditorium per spettacoli all’aperto.

Ma il verde a Posatora non si ferma qui. Il Parco Fiorani, sotto Via Posatora, degrada lentamente verso la Palombella con panorami mozzafiato e la possibilità di connettersi nei pressi della Stazione ferroviaria.

All’altezza del Fornetto, a fianco della statua di San Pio partono due percorsi ciclopedonali paralleli, anch’essi molto panoramici ma poco conosciuti., ma di cui vale la pena conoscere la storia, che trovate in un altro articolo

Per ultimo citiamo Via Cupa di Posatora: il nostro Circolo diversi anni fa propose un percorso pedonale che dall’interno del CRASS arrivi sino a Via Fornetto, usando le parti di Via Cupa ancora esistenti, e ripristinando per la fruizione dei pedoni le parti oggi parzialmente interrate. Il progetto fu approvato anni fa, ma è rimasto ancora sulla carta.

Il Circolo periodicamente preme sui competenti assessorati affinchè sia possibile dare una sistemazione minimale al percorso, con una spesa molto contenuta: basti pensare che tutto il percorso è percorribile abbastanza comodamente già ora, a parte due brevi tratti per presenza di qualche canna e di rovo, ma che comunque permettono il passaggio. Ancora non abbiamo riscontri concreti.

Nell’attesa che il Comune decida finalmente di dare attuazione a quanto deliberato dal Consiglio Comunale, offriamo alcune foto della flora che si trova non solo nel percorso della Cupa, ma anche negli altri parchi. Spesso è una flora umile, ma di grande bellezza. Ad ogni modo, sono presenti e segnaliamo diversi esemplari di tulipano da campo (tulipa oculus solis) purtroppo sistematicamente asportati, nonostante si tratti di una specie protetta, e di narciso tazetta. Auspichiamo che alla sistemazione si affianchi una cartellonistica che spieghi le peculiarità della zona, le specie rare e non, gli arbusti, gli alberi.

Viola                   

Narciso tazetta

Tulipano da campo (Tulipa Oculus Solis)

Tulipano da campo - particolare

Tussillago farfara

Prugnolo spinoso

Sanguinello (Cornus Sanguinea) in fiore

Cerinthe major

Borago oficinalis (Borragine)

Alaterno

Lamium purpureum (falsa ortica)

Giacinto romano

Senape selvatica (senape arvensis)

Euphorbia Helioscopia

 

 

 

 

Un mare di verde sul mare

Il Pungitopo nel 2008 presentò pubblicamente un dossier sulla fruibilità della costa alta del Conero.
Nonostante l'età, il progetto contenuto nel documento è ancora assolutamente attuale.
Se infatti da allora alcuni sentieri sono purtroppo scomparsi  e in altri sono presenti dfivieti di percorrenza, altri sono entrati nel novero dei percorsi ufficiali del Parco del Conero, grazie anche al costante impegno del Circolo.
Degno di nota è che l'auspicato sentiero Ancona-Conero, spina dorsale del dossier, potrà peraltro divenire realtà con l'apertura della biciclovia del Conero.
Il sentiero "Direzione Parco", infine, che si snoda da Vallemiano in direzione del Conero, anch'esso con lo scopo di unire la città al suo Parco, frequentatissimo sin dall'inaugurazione, è la dimostrazione di come sia forte il desiderio dei cittadini di fruire della nostra costa alta, eccezionale e peculiare patrimonio di Ancona.

.

 

Trattazione schematica della proposta

Mappe

Casa del boia

Grotta Azzurra

Ripe di Gallina

Spiaggiola 

belvedere via selandari

fonte

Scogli Lunghi

Scalaccia

Vena

Vedova nord

Vedova sud

Sardella

Monte dei Corvi

Trave

Mezzavalle

Strada vecchia di Portonovo

Traversata a mare

Due Sorelle

Sassi Neri

Ancona - Conero

 

 

Privacy Policy Cookie Policy